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il Sole 24 ore - 21 giugno 2008

I negoziali tra fusioni e poltrone

Come abbattere i costi operativi, migliorare i rendimenti e incentivare le adesioni alla previdenza complementare? Una via più volte indicata, ma mai seriamente imboccata, è quella dell'accorpamento tra i fondi di categoria. D'altronde le masse gestite dei maggiori negoziali non ssfiorano lontanamente le dimensioni internazionali: la classifica P&I-Watson Wyatt dei primi 300 fondi al mondo vede Enpam, la cassa dei medici e odontoiatri italiani, al 236.mo posto con i suoi 11,5 miliardi di portafoglio. Cometa (metalmeccanici) e Previndal (dirigenti industria) viaggiano verso i 3,5; Fonchim a 2. Visto da lontano il giovane sistema previdenziale italiano appare davvero poco efficiente: chi ha le dimensioni dell'olandese PGGM (Sanità, 110 miliardi di Euro) o dell'Ontario teachers (Canada, 120 miliardi), per non scomodare il solito Calpers (dipendenti pubblici della California, 220 miliardi), tiene bassi i costi operativi e ha masse tali da investire diversificando in strumenti alternativi (hedge fund, immobili, materie prime) e in strumenti di copertura dai rischi di mercato, riducendo così la correlazione tra i rendimenti e le oscillazioni di Borsa.
Quando arriverà, il nuovo decreto sui limiti degli investimenti potrà essere sfruttato da pochissimi fondi. Tanto vale unire le forze. D'altronde, qualcosa si è già mosso con il bando comune per l'erogazione delle rendite lanciato da Assofondopensione. Tanto vale percorrerla questa strada: anche perchè, alcuni casi chiamano vendetta. Cooperlavoro, Filcoop e Previcooper sono quasi del tutto sovrapponibili: il primo e il terzo poicondividono la stessa sede e lo stesso service amministrativo. Fondav, Prevaer, e Previvolo, settore aereo, in perfetto stile Alitalia hanno fatto lievitare i costi, portando i loro fondi di ben oltre buona parte dei Pip. Uno studio sui fondi del setttore trasporti del professor Attilio Mucelli evidenzia che ciascun aderente paga due euro lanno in più della media costi superiore alla media per aderente a questi negoziali, con un rapporto tra costi e asset in portafoglio allo 0,54% contro lo 0,29% della media. Cosa ostacola davvero le fusioni tra fondi? Tra le molte cause è da considerare anche il fattore poltrona. Pur in assenza della remunerazione, essere nei Consigli di Amministrazione di un fondo di categoria rappresenta l'attribuzione di una fetta di potere: l'anticamera della casta, cui molti rappresentanti delle fonti istitutive dei fondi non intendono riunciare. Anche a danno dell'iscritto.