I sindacati confederali chiedono al Governo di rinnovare i contratti pubblici e di concordare «una nuova politica dei redditi» a sostegno dei salari. E alle controparti aziendali di rinnovare entro l'anno i contratti dei settori privati scaduti. In caso contrario, il 2008 si aprirà con uno sciopero generale.
È questo il messaggio emerso durante l'assemblea dei delegati e dei quadri di Cgil, Cisl e Uil che si è conclusa poco prima delle 14 con l'approvazione di una piattaforma comune di proposte per l'esecutivo.
All'assemblea hanno partecipato anche i segretari generali delle tre organizzazioni, Guglielmo Epifani (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil), i quali hanno aggiunto alla piattaforma il proprio "no" a ogni modifica al protocollo sul welfare.
«Chiediamo al Governo - ha detto il leader della Cgil - l'apertura di un confronto per una nuova politica dei redditi che punti a una crescita reale dei salari dei lavoratori dipendenti e delle pensioni». Sulla stessa linea Bonanni, secondo il quale con la piattaforma i confederali intendono aprire «una vertenza nei confronti del governo centrale e di quelli locali. Sfidiamo la politica con un tema classico del sindacato: i salari e il reddito di lavoratori e pensionati». D'accordo anche Angeletti, che per primo ha evocato lo sciopero generale.
Le politiche fiscali proposte dai sindacati, che a loro parere dovranno essere finanziate dalla lotta all'evasione, dalla crescita della produttività e dall'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, si basano su cinque capitoli. Il primo è una riforma dell'Irpef che preveda l'aumento delle detrazioni sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni, la riduzione delle aliquote, l'unificazione in una «dote» di detrazioni per i figli e assegni familiari, un alleggerimento delle tasse sulla liquidazione e sulla previdenza complementare.
Il secondo capitolo è quello relativo alla riduzione della tasse sugli aumenti contrattuali, già promossa da Epifani. Una proposta, ha fatto notare Angeletti, che avrebbe il pregio di essere «efficace subito e dilazionabile», perché non tutti i 17 milioni di lavoratori dipendenti italiani hanno il contratto scaduto o in scadenza. Il terzo capitolo riguarda il federalismo fiscale: pur essendo una delle riforme istituzionali auspicate dei sindacati, è importante che venga mantenuto il principio di non aggiungere oneri per i contribuenti. Secondo Bonanni c'è il rischio di subire «quattro spremiture»: da Governo centrale, Regioni, Provincie e Comuni.
Il quarto capitolo è relativo alle politiche sulla casa. I confederali propongono per gli affittuari, anche se incapienti, di estendere i benefici per la stipula dei contratti di locazione a canale concordato su tutto il territorio nazionale: detrazione Irpef più elevata, aumento del tetto di reddito per la prima fascia a 30mila euro e 50mila per quella successiva, innalzamento della detrazione Irpef per i locatori che affittano con canale concordato e obbligo di pagamento del canone con forme che ne permettano la tracciabilità. L'ultimo capitolo è dedicato alle tariffe e ai prezzi dei servizi pubblici: del taglio del cuneo fiscale, è il ragionamento dei sindacati, beneficiano anche le imprese che forniscono questi servizi, pertanto devono provvedere a una riduzione dei prezzi.