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la Repubblica - 6 novembre 2007

Il welfare funziona meglio al Nord

E la maggioranza dei cittadini preferisce pagare le tasse solo ai comuni. Il Rapporto Ifel sull'economia locale: solo gli enti più ricchi riescono a soddisfare davvero le esigenze dei cittadini. Welfare, al Nord 122 euro pro capite, al Sud i Comuni ne spendono solo 40. Il 54% degli italiani preferirebbe pagare solo tasse e imposte comunali piuttosto che statali o regionali.
Tra i tributi, i più apprezzati sono l'Irpef e la tassa sulla spazzatura. Il più odiato è il canone Rai. Per i servizi alla persona i Comuni del Nord spendono quasi 160 euro pro capite, il doppio di quelli del Sud, fermi a circa 80 euro, e ben più della media, che è di circa 125 euro per cittadino. Ancora più rilevante la differenza della spesa per il welfare, che è di 122 euro pro capite al Nord, 104 al Centro e 40 nel Mezzogiorno. Lo rileva il Rapporto Ifel (Istituto per la Finanza e l'economia locale), presentato stamane a Roma.
Quello che invece appare piuttosto uniforme da Nord a Sud è la fiducia dei cittadini nei confronti del proprio Comune: il 54 per cento degli italiani dichiara che pagherebbe più volentieri le tasse al Comune piuttosto che allo Stato (21 per cento), alle Regioni (19 per cento) o alle Province (8 per cento). Tra tasse e imposte, la più odiata è il canone Rai: lo abolirebbe il 39 per cento degli italiani.
Spesa sociale pari a 5,4 miliardi. Secondo la rilevazione dell'Ifel, che si riferisce al 2004, l'ammontare della spesa sociale effettuata dai Comuni è stata di 5,4 miliardi, distribuita su tre aree di intervento: il 39 per cento è stato destinato a famiglia e minori, il 24 per cento agli anziani e il 20 per cento ai disabili.
Le disparità tra Nord e Sud. "La crescente pressione fiscale sui Comuni - spiega l'Ifel - e la diminuzione progressiva delle risorse a disposizione degli Enti Locali ha reso solo i Comuni più ricchi capaci di soddisfare pienamente le esigenze dei propri cittadini". Se si considera solo la spesa per il welfare, al Nord equivale a circa 3,2 miliardi di euro, pari a quasi il 60 per cento del totale, al Centro è di poco inferiore e al Sud e nelle Isole si ferma a un miliardo, pari al 19 per cento della spesa nazionale.
Asili nido e anziani. Le disparità emergono in tutti i servizi: il livello di copertura medio del servizio asili nido, per esempio, nel Centro-Nord è pari a circa l'80 per cento del territorio, nelle Isole scende al 63 per cento e al Sud al 41. Quanto agli anziani, la copertura media delle strutture residenziali è dell'83 per cento, ma distribuita in un 92-95 per cento al Nord, 91 oer cento al Centro, 55 per cento al Sud e 74 per cento nelle Isole. Il risultato è che al Sud solo 22 anziani su 10.000 hanno accesso ai servizi residenziali, contro il 10 per cento della popolazione over-65 del Nord.
L'Irpef la tassa più giusta. Da un sondaggio commissionato da Ifel a Swg emerge che il 30 per cento degli italiani ritiene che l'Irpef sia l'imposta "più giusta", seguita dalla tassa sui rifiuti (28 per cento). Alla domanda però "quale tassa pagherebbe più volentieri per avere servizi migliori", il 37 per cento ha risposto la tassa sui rifiuti e il 29 per cento l'Irpef. Il tributo più odiato è il canone Rai, che verrebbe abolito dal 39 per cento degli intervistati, seguito dall'Ici (lo abolirebbe il 25 per cento).
I sindaci preoccupati dagli sgravi sull'Ici. Da un altro sondaggio effettuato invece sui sindaci emerge che, se il 56 per cento giudica positivi gli sgravi Ici sulla prima casa previsti dall'ultima Finanziaria, il 51 per cento considera però poco adeguato il meccanismo stabilito per il rimborso della perdita di gettito ai Comuni. E per il 52 per cento dei sindaci l'impatto di questa decisione del governo andrà a influire negativamente sul livello di autonomia di Comuni e sugli obiettivi del federalismo sanciti dal Titolo V della Costituzione.