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Financial Times - 24 ottobre 2007

I sindacati francesi minacciano ulteriori scioperi

I sindacati francesi hanno intensificato ieri la minaccia di sciopero prima dei negoziati con il governo tesi a superare la fase di stallo sulla presunta riforma delle pensioni.
Svariati sindacati che rappresentano gli autisti dei treni e della metropolitana parigina hanno segnalato il prolungamento degli scioperi alla metà del prossimo mese se il governo non riuscirà a fare marcia indietro dalle sue proposte che prevedono di contenere i privilegi pensionistici dei lavoratori delle ferrovie, del trasporto pubblico, del gas e dell’elettricità.
Il nuovo sciopero potrebbe essere deciso per farlo coincidere con lo sciopero nazionale del 20 novembre di milioni di dipendenti pubblici per protestare contro i piani di snellimento dell’elefantiaca amministrazione pubblica francese.
Giovedì della scorsa settimana, il trasporto pubblico ha tenuto a terra il paese quando gli autisti hanno fermato il lavoro. Il disagio è continuato per quattro giorni successivi, specialmente nella periferia di Parigi, quando gli iscritti ai due sindacati che hanno una linea più dura hanno continuato uno sciopero non ufficiale.
Sud-Rail, uno dei due sindacati degli autisti più militante, ha avvisato che il prossimo sciopero potrebbe durare fino a dieci giorni se i ministri si rifiuteranno di riconsiderare il principale colpo della riforma: aumentare il periodo contributivo a 40 anni, oggi un modello per quasi tutti i lavoratori del settore privato e pubblico.
La posizione combattente dei sindacati prevede l’intensificarsi del confronto con il governo del presidente Nicolas Sarkozy su un mucchio di misure della riforma economica e del welfare.
Da quando fu eletto a maggio, Sarkozy ha dimostrato la volontà al compromesso sulle sue proposte di riforma, al punto tale di essere criticato all’interno del suo partito di centro destra per aver dato troppo terreno.
Sebbene il governo sia pronto a negoziare su alcune questioni secondarie dei privilegi pensionistici, come l’indicizzazione delle pensioni ed altri benefici, François Fillon, primo ministro, ha dichiarato che il principio del periodo contributivo di 40 anni non è negoziabile.
L’ultimo tentativo serio di riformare il costoso regime speciale delle pensioni nel 1995 in realtà fece cadere il governo di Alain Juppé.
Di Ben Hall da Parigi

N.70

31 ottobre

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