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Financial Times - 2 ottobre 2007

Prodi si prepara ad un autunno di malcontenti

Romano Prodi, primo ministro italiano, dovrà affrontare una nuova stagione di malcontento con il ribollire della rabbia del pubblico per i privilegi e le spese dell’elite politica nel momento in cui la coalizione di centro sinistra aumenta la sua reputazione per le continue lotte interne.
Il caldo dell’estate, il peggiore in 200 anni, può essere ora soltanto un ricordo, ma L’Unità, il quotidiano legato al principale partito di sinistra, prevede un autunno “caldo” per Prodi. Un altro commentatore, del giornale dell’influente federazione degli industriali, ha replicato sarcasticamente che questo è semplicemente “l’autunno”, significando che questi sono i suoi ultimi giorni prima delle imminenti elezioni.
L’Unità, nel descrivere il “caldo” ottobre, ha elencato 11 categorie di lavoratori che intendono scioperare varie volte in questo mese: i metalmeccanici, i benzinai, i magistrati, i farmacisti, i medici, i piloti, i dipendenti pubblici, i medici delle ambulanze, i controllori di volo, i lavoratori delle telecomunicazioni private e il personale di terra dell’Alitalia.
Il disincanto popolare verso l’establishment italiano è da tempo profondo. Con seria costernazione della sinistra si sta formando un nuovo treno a vapore con Beppe Grillo, un comico popolare che si è messo alla guida del movimento antipolitica.
Come risposta a questo, Prodi è partito in macchina durante l’estate per le vacanze verso la costa con la sua famiglia , con bagagli accatastati sul tetto della macchina. Le cineprese della televisione erano puntualmente pronte a catturare l’immagine di ognuno, ma gli italiani sono rimasti impressionati dall’incapacità della sua fragile coalizione di fare le cose.
Prodi è stato obbligato a rassegnare le dimissioni lo scorso febbraio dopo che elementi comunisti e radicali della sua coalizione hanno fatto perdere al governo un importante voto di politica estera al senato dove ha soltanto un seggio di maggioranza. Le divisioni sono tornate nuovamente lo scorso mese, ma questa volta a creare le difficoltà è stato un piccoli gruppo di centristi.
Con imbarazzo del governo e dell’opposizione di centro destra, Prodi è stato salvato in un voto sui cambiamenti alla RAI, l’emittente televisiva statale, soltanto dal responsabile di una scissione di un partito della destra. Silvio Berlusconi, leader della coalizione d’opposizione ed ex presidente del consiglio, con i sondaggi di opinione a suo sostegno, ha chiesto ripetutamente imminenti elezioni.
I commentatori affermano che la sua alleanza è ben lontana dall’essere forte, ma Berlusconi dice che il movimento anti politica di Grillo ha corroso il governo di Prodi.
E’ chiaro che la rabbia dell’opinione pubblica di vecchia data e le frustrazioni siano dirette all’intero sistema politico.
In un commento pungente del quotidiano La Repubblica, il suo direttore Ezio Mauro ha scritto di “Questo paese in rovina…un Italia che sta rapidamente perdendo velocità…mentre lo strato politico è il più statico e immobile in un sistema che ha perso il suo peso in Europa e nel mondo”.
In un contesto così ostile, non c’è da stupirsi che Prodi, il quale dice di non avere ambizioni politiche oltre la fine del suo mandato previsto nel 2011, eviterà ad ogni costo le elezioni imminenti.
Nel fine settimana, ha dato prova della sua tenacia e della sua abilità nel fare in modo che la sua coalizione che include i comunisti, i verdi e i cattolici progressisti garantisse l’accordo riguardo il bilancio dello stato per il 2008. La stretta della cintura di quest’anno dovrà essere in qualche modo alleviata da ragguardevoli riduzioni fiscali delle imprese e dai sussidi per i poveri.
La prossima battaglia già si profila per le riforme della pensione.
La scelta di qualsiasi elezione probabilmente dipenderà da due sviluppi ulteriori. Primo, l’elezione del 14 ottobre del primo leader del nuovo partito democratico nato dalla fusione rara e importante dei due principali partiti della coalizione di governo, che mette assieme ex comunisti e democratici cristiani progressisti. Secondo, i piani di riforma del sistema elettorale su base proporzionale che hanno irritato l’elettorato.
Walter Veltroni, sindaco di Roma, è promosso dalla sinistra come il nuovo uomo, nonostante la lunga carriera di politico, che vincerà la rabbia degli anti politica e che ha il carisma per sconfiggere Berlusconi.
I sondaggi di opinione mostrano che Veltroni è in testa alle “primarie” per la guida del partito democratico. Se dovesse vincere ed avere una luna di miele con l’elettorato, tenere le elezioni generali la prossima primavera, anziché rimanere a lungo con un governo impopolare, andrebbe a suo vantaggio. I colleghi di Prodi affermano che il primo ministro non intende mettersi facilmente da parte.

N.66

8 ottobre

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