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la Repubblica - 6 ottobre 2007

Welfare, tutti contro Rifondazione: Nessuna modifica al protocollo

Dal ministro Damiano stop al collega Ferrero: "Il governo terrà la rotta stabilita". Contrario anche Montezemolo: "Per Confindustria il documento è immodificabile". Critiche pure dalla Cisl: "Dal Prc atteggiamento ricattatorio che danneggia lavoratori e pensionati". E' sempre più una mina vagante per la maggioranza il protocollo sul welfare. Ieri il ministro della Solidarietà Paolo Ferrero aveva ribadito la sua richiesta di cambiamenti al documento, pena la possibilità di non votare il provvedimento in Consiglio dei ministri. Minacce, quelle di Rifondazione, che non sembrano però aver smosso il ministro del Welfare Cesare Damiano.
"Quando si sottoscrive un protocollo con più di 40 parti sociali - ha ribadito l'esponente dei Ds - per rispetto dell'azione del governo e di coloro che lo hanno firmato, si deve mantenere la rotta stabilita. E noi lo faremo". "Ognuno - ha aggiunto - ha la libertà di esprimere le sue opinioni. Sono molto tollerante, ma il governo deve avere un comportamento lineare". Solidale con Damiano anche il ministro della Famiglia Rosy Bindi, che ha ricordato come "gli accordi si modificano non unilateralmente quando sono siglati con tante parti".
La richiesta di Rifondazione di rivedere il protocollo sul welfare si scontra anche con il fermo no delle parti sociali. Parlando a Capri al convegno dei giovani industriali, il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, ha ribadito il "no" degli imprenditori a qualsiasi cambiamento. "Quel protocollo - ha chiarito - per noi è immodificabile''. "Certo - ha aggiunto - ci sono parti che anche a noi non piacciono, come l'intervento in materia previdenziale per il superamento del cosiddetto scalone, ma come ha chiesto il governo, un accordo di quel tipo lo si sottoscrive o lo si respinge nella sua complessità e noi abbiamo valutato che fossero importanti gli elementi a favore della competitività contenuti nell'accordo". "Il governo - ha concluso Montezemolo - deve presentare alle Camere il protocollo così com'è e deve sostenerlo in Parlamento".
Al fuoco di sbarramento contro eventuali ritocchi al protocollo si è unito anche il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. "Chi dalla maggioranza chiede modifiche all'accordo sul welfare - ha osservato il leader sindacale - ha un atteggiamento ricattatorio che danneggia lavoratori e pensionati". "La modifica - ha poi messo in guardia Bonanni - non la fa un ministro e non la può fare il governo. Teoricamente le modifiche le possono fare i sindacati, gli imprenditori e il governo tutte insieme decidendo di modificare una virgola, ma non un singolo soggetto".

N.66

8 ottobre

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