La Finanziaria messa a punto dal Governo Prodi piace al presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, sia perché in materia fiscale «si muove nella direzione giusta», con la riduzione delle aliquote Ires e Irap, sia «per il forte contenuto di semplificazione e razionalizzazione», che potrà generare da subito «effetti positivi». «Interessanti» anche le scelte in tema di infrastrutture.
C'è però un neo, e non di poco conto. La manovra è «troppo timida» nei tagli alla spesa pubblica che continua a correre. «Questo non va bene». Da qui l'invito che Montezemolo rivolge al Governo affinché sappia cogliere la grande opportunità di questo momento in cui «la politica delle entrate ha dato risultati importanti». Se ci fosse più coraggio nei tagli, se si spendesse «meno e meglio», «sarebbe possibile abbattere il debito, liberare risorse per il futuro e ridurre la pressione fiscale». Insomma, ammonisce con forza il presidente di Confindustria, «è arrivato il momento di innescare un processo virtuoso: meno tasse, meno spese, più investimenti».
Per esprimere il suo primo giudizio sulla manovra per il 2008 Montezemolo sceglie la platea del Palazzo dei congressi di Bologna dove, al convegno «Liberalizzazioni a che punto siamo?», sono presenti gli imprenditori del settore ceramico, in occasione dell'inaugurazione del Cersaie (si veda altro servizio a pagina 24). Con i capitani delle aziende che producono piastrelle Montezemolo dialoga anche sui singoli provvedimenti di questa Finanziaria che, in vario modo, «accoglie le indicazioni di Confindustria».
«La semplificazione è utile a tutti, ma soprattutto alle piccole e medie imprese di cui viene anche incentivata la crescita dimensionale». «Significativo il taglio di cinque punti e mezzo dell'aliquota Ires, dal 33 al 27,5%». Ancora meglio, e con positivi effetti sull'occupazione, la riduzione dell'Irap, «che scende per la prima volta sotto il 4,25%, a quota 3,9%». La minore aliquota si aggiunge alla sensibile riduzione Irap per effetto del taglio del cuneo fiscale che «comincia a far sentire i suoi effetti sui conti delle imprese». Questi provvedimenti hanno un effetto importante: «Non aumentare le distanze con i Paesi, come la Germania, che hanno già ridotto la pressione fiscale sulle imprese».
Ora la principale preoccupazione di Montezemolo è che a livello locale non vi siano «politiche di segno contrario» a quella del Governo, con aumento delle tasse sulle imprese. Un esempio sono le addizionali Irap applicate in alcune regioni «per finanziare una spesa sanitaria fuori controllo». Positiva per questo «l'introduzione del commissariamento ad acta per le Regioni che non rientreranno dai deficit sanitari». Alcuni elementi in favore della competitività sono invece contenuti nel Protocollo sul welfare che ora il Governo deve chiedere al Parlamento di approvare «senza modifiche». «A partire da questo accordo – spiega Montezemolo – Confindustria ritiene che si possa rapidamente aprire il confronto per un nuovo modello di relazioni industriali».
Entrando poi sui temi del confronto tra i partiti Montezemolo dice «no al cinismo dell'antipolitica». Al contrario in Italia c'è bisogno di una politica più forte che sappia decidere. Per parte sua Beppe Grillo esprime la distanza che si è creata «tra i cittadini e la politica».
Montezemolo dice no anche a una legge elettorale «all'amatriciana», cioè una «cosa tutta italiana che non esiste altrove». I cittadini hanno invece diritto a una legge seria, che consenta di governare, prendendo uno dei modelli già sperimentati in altri Paesi. Anche Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie dello Stato, presente all'incontro, concorda sulla necessità di una seria riforma elettorale. Le attuali norme, che non consentono di scegliere chi mandare in Parlamento, costituiscono infatti un caso di «lesa democrazia».
Montezemolo saluta infine gli imprenditori del settore ceramico ricordando che questo è l'ultimo Cersaie cui partecipa come presidente di Confindustria, essendo il suo mandato in scadenza nel maggio 2008. In questo periodo, secondo il professor Francesco Giavazzi, tra i protagonisti del convegno di Bologna, «la Confindustria ha fatto della concorrenza la sua bandiera». Sarebbe «disastroso» se con la nuova presidenza «questa non fosse più la bandiera» e lo slogan, citato da Montezemolo, «meno incentivi, meno tasse» fosse accantonato «magari da quegli imprenditori che temono la concorrenza e si illudono che gli incentivi siano un aiuto» conclude Giavazzi.