No dei sindacati ai sindacati ai prepensionamenti nelle pubbliche amministrazioni. Nell'incontro con il ministro per le Riforme nella Pubblica amministrazione Luigi Nicolais i rappresentanti sindacali hanno chiesto al Governo di pensare piuttosto a stanziare in Finanziaria risorse per i rinnovi dei contratti pubblici in scadenza a dicembre 2007. «Siamo contrari ai prepensionamenti - dice il segretario confederale della Cgil Paolo Nerozzi - c'è un Protocollo sottoposto a referendum e a quello ci atteniamo». Anche Gianni Baratta della Cisl boccia «la logica commerciale del tre per uno. La modalità degli esodi programmati non ci interessa: bisogna tornare al Memorandum partendo dalla testa e non dalla coda». Secondo il segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco, norme generali porterebbero a una «paralisi amministrativa» con il paradosso di rinunciare a lavoratori proprio in quei settori dove sono più utili come la Sanità e la lotta all'evasione fiscale.
La Cgil con il segretario confederale Paolo Nerozzi chiede anche di smetterla con la politica degli annunci perché «non fanno bene». Tutti comunque dicono no al «tre per uno», tre uscite per un nuovo assunto perché non è un modo per affrontare il problema. E comunque, ha detto Nerozzi, le leggi sulla previdenza devono essere applicate per tutti e queste non prevedono la possibilità di prepensionamenti.
Sull'intesa firmata il 18 gennaio i sindacati hanno chiesto un tavolo di confronto. Nessuna risposta sulle risorse per la prossima tornata dei rinnovi contrattuali che, stando al Memorandum, dovrebbe essere triennale. «Oggi - riferisce Paolo Pirani della Uil - non si è parlato di risorse e questo è un fatto grave». Rino Tarelli, segretario generali della Cisl Funzione pubblica ha espresso «un giudizio preoccupato: ci sono ancora 85-90 mila precari da stabilizzare entro l'anno». E per Bosco «la priorità sono gli stanziamenti per i contratti». Sugli esodi programmati Bosco nota che «gli organici sono già ridotti a causa del blocco del turn-over. Gli esodi vanno trattati caso per caso e amministrazione per amministrazione, non con norme generalizzate». Il ministro Nicolais ha lasciato la sede del dicastero senza rilasciare dichiarazioni.