In attesa del voto dei lavoratori, importanti categorie e organizzazioni territoriali dei sindacati hanno avviato il dibattito interno e la campagna sul Protocollo di luglio. Il 17 settembre Cgil-Cisl-Uil di Bologna e dell'Umbria hanno formalizzato il via libera all'accordo. Altrettanto ha fatto la federazione della chimica e dell'energia. Sui siti sindacali sono già comparsi i primi materiali di supporto alla campagna per il sì: volantoni, pdf, slides che semplificano ai delegati i contenuti dell'intesa che dovranno poi difendere nelle assemblee. L'indicazione prevalente dunque è per il sì, anche se non mancano fenomeni di dissenso come quello registrato alla Camera del lavoro di Novara, che ha approvato un documento che esprime un giudizio negativo sull'accordo. Ma dai territori possono venire sorprese in senso opposto, ad esempio la galassia Fiom comprende molte realtà in cui i riformisti - in minoranza a livello nazionale - sono maggioranza, e dunque i metalmeccanici di Ravenna, Firenze, Roma, Catania, Palermo potrebbero approvare il Protocollo bocciato da Rinaldini e Cremaschi.
Il 18 settembre è il turno d'esprimersi per i sindacati siciliani e brianzoli. Nel frattempo le Associazioni dei quadri e delle alte professionalità aderenti a Cgil, Cisl e Uil hanno espresso 'parere complessivamente positivo' sul Protocollo sul welfare, sottolineando 'come questa consultazione rappresenti un ennesimo e straordinario esempio, da parte del sindacato confederale del nostro paese, di democrazia praticata, con buona pace di chi auspica, e spesso rivendica, di vederne ridimensionati compiti e ruoli'. Secondo Carla Pecchioni (presidente Agenquadri Cgil), Roberto De Santis (presidente Apq Cisl) e Romeo Scarpari (presidente Ciq Uil), i contenuti del Protocollo 'riguardano la vita di milioni di giovani, di lavoratori e pensionati, le loro aspettative e il loro futuro. Questo elemento, da solo, giustifica le difficoltà riscontrate durante la trattativa e quindi l’importanza che la partecipazione alla consultazione sia assolutamente rilevante'.
Come si diceva, la Filcem Cgil approva l'intesa. 'E' una buona intesa, che sa guardare al futuro'. Così ha esordito Alberto Morselli, segretario generale di chimica ed energia, nella relazione al Comitato direttivo nazionale. La Filcem invita i lavoratori a votare 'sì' al Protocollo sul welfare, e si impegna a sostenerne le ragioni nella imminente consultazione. Sui temi della crescita, dello sviluppo sostenibile, dell'equita', la Filcem 'continuera' a incalzare il governo e le associazioni imprenditoriali, a partire dai piani nazionali per la chimica, per l'energia e per la piena realizzazione del progetto Industria 2015'. L'ordine del giorno conclusivo ha avuto 85 voti favorevoli, 16 contrari e nessun astenuto.
Mentre sono ben 2.050 le assemblee in programma nei luoghi di lavoro e sul territorio della provincia di Bologna, messe in campo da Cgil, Cisl e Uil per informare lavoratori e pensionati sul referendum sul Protocollo sul welfare. 'Le abbiamo volute - spiega il segretario della Camera del lavoro di Bologna Cesare Melloni - per coinvolgere il maggior numero di lavoratori, spiegando così il protocollo e consentire un voto consapevole', I vertici confederali bolognesi confidano che, nella massa dei 400 mila 'elettori' dell'area metropolitana, i 'si'' prevarranno. 'Promettiamo grandissima rigorosità nel voto e spazio anche ai lavoratori precari' aggiunge il segretario della Cisl cittadina Alessandro Alberani: 'Sono certo che i sì prevarranno, l'intesa con il governo non peggiora ma migliora le condizioni di lavoratori e pensionati'. A Bologna, intanto, si è costituito un comitato di iscritti alla Cgil per il 'no', mentre il segretario della Fiom territoriale Bruno Papignani ha assicurato che la sua categoria nelle fabbriche non fara' campagna per il 'no' ma si limiterà a spiegare i contenuti del protocollo.
L'8, 9 e 10 ottobre anche i lavoratori e i pensionati umbri saranno chiamati a dare il proprio parere sul Protocollo. A Perugia i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil, accompagnati dai segretari organizzativi, hanno tenuto una conferenza stampa per presentare le posizioni del sindacato sull'accordo e illustrare le modalità di svolgimento della consultazione, che prevede seggi allestiti presso le aziende e sul territorio, comprese le sedi sindacali. “Solo il sindacato è in grado di mettere in campo una consultazione così importante e diffusa' ha affermato il segretario generale della Cgil Umbria Manlio Mariotti: 'Se riusciremo a conseguire quei livelli di partecipazione che ci siamo posti come obiettivo, in un momento difficile come quello attuale per i venti dell'antipolitica, allora vorrà dire che la gente è ancora interessata al rapporto con il sindacato. Nel merito, siamo di fronte a un accordo che in tutte le sue parti porta a un miglioramento della situazione esistente. Forse non nella misura da noi auspicata, ma pur sempre a un miglioramento”. Mariotti ha affrontato anche la questione Fiom: “Per noi si tratta di una questione che riguarda il patto di convivenza interno alla nostra organizzazione. È chiaro, in ogni caso, che nessuno andrà in assemblea a chiedere di bocciare l'accordo, tanto meno in Umbria dove i due segretari provinciali Fiom al comitato centrale nazionale si sono espressi a favore dell'accordo. Certo, dovremmo prestare particolare attenzione ad alcuni settori del mondo del lavoro e fare di tutto per stare nel merito, tenendo il più possibile fuori dalla consultazione le tensioni politiche”.
Pieno sostegno all'intesa, infine, dalla segretaria generale della Filtea Cgil Valeria Fedeli, che in un articolo pubblicato il 18 settembre sull'Unità afferma: “dare la parola ai lavoratori è una grande prova di democrazia, di apertura e di partecipazione, di serietà e affidabilità, di continuità dell’esperienza storica del sindacalismo confederale italiano”. Fedeli ricorda come 'informazione e consultazione siano valori di metodo che devono essere considerati essenziali da un sindacato forte e capace di stare a contatto con le reali esigenze delle persone, con specifico riferimento a donne e giovani, per individuare e condividere risposte che siano effettivamente rappresentative di un mondo del lavoro frammentato, non più ideologico, in cambiamento'. Conclude la segretaria Filtea: “Dare la parola significa verificare sensazioni, opinioni, giudizio dei lavoratori, in uno spirito non di divisioni ma unitario, sapendo che i lavoratori si esprimeranno al di fuori delle logiche di appartenenza e d’apparato, pensando e discutendo del proprio interesse effettivo, al di là di tardo-ideologismi non più utili”.