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Delegazione Cgil nel CIV Inps - 23 luglio 2007

Inps: bilancio sociale e carta dei servizi

In questa consigliatura si sono costruiti spazi innovativi alla partecipazione ed alla vigilanza delle parti sociali.
In questo solco si colloca, in primis, il progetto di autoriforma dei Comitati che ha al proprio centro il ridisegno del sistema di tutela amministrativa ridisegnando e qualificando le sedi (territoriali e centrali) di gestione del contenzioso e di garanzia della terzietà.
Il secondo aspetto della partecipazione è rappresentato dalla Carta dei Servizi, strumento che assume significato se rappresenta in maniera trasparente le obbligazioni dell’utenza per l’ottenimento di prestazioni e le obbligazioni dell’Istituto nei confronti dell’utenza.
I diritti previdenziali, essendo diritti generali, non hanno in senso stretto declinazioni territoriali, mentre i termini massimi per l’erogazione degli stessi è legata alla capacità organizzativa sviluppata nel territorio.
Per questo la Carta approvata dal CdA, dopo oltre un anno di attesa, rischia di divenire strumento obsoleto se non si assumono iniziative regionali e territoriali tese a:
- coinvolgere patronati e parti sociali per la sua divulgazione;
- integrare la Carta con le migliori condizioni sui singoli prodotti che le realtà regionali e/o territoriali permettono di fissare.
Il terzo aspetto del sistema di partecipazione è quello del Bilancio sociale se esso non si trasforma né in strumento autoelogiativo o autoassolvente, né in una carta delle lamentazioni.
Dello schema predisposto dalla Direzione competente occorre far evidenziare:
- che la redazione del rendiconto sociale regionale si realizza con un gruppo misto Comitato regionale/Direzione regionale;
- che il bilancio deve evidenziare le criticità analizzate dall’ottica dell’utente e non della struttura Inps, ad esempio analizzando le storture nell’erogazione di prestazioni non standard;
- che il bilancio deve indicare i progetti “originali” su cui il governo condiviso locale intende impegnarsi.

Non risulta utile soffermarsi sulla ultranota elencazione delle carenze di organici ma, invece, sperimentarsi sulle frontiere del lavorare in tempo reale, della innovazione organizzativa, del miglioramento dell’assetto del decentramento, della concertazione sulle risorse economiche.
Occorre molto enfatizzare gli aspetti relativi alla gestione delle entrate, al contenzioso amministrativo, ai gruppi anomali di interessi che, su materie di volta in volta scelte nel territorio, utilizzano i “talloni di Achille” dell’organizzazione Inps per il contenzioso sociale.
Il Bilancio sociale regionale ha senso se contribuisce a produrre scelte strategiche e organizzative per l’Istituto, che migliorino la qualità e la tempestività delle erogazioni dell’Istituto e che migliorino l’equilibrio economico dello stesso.
In conclusione riteniamo che, in particolare dove grava su di noi la responsabilità della Presidenza, occorra in via preliminare concordare con il Direttore regionale il percorso, mettere al lavoro un funzionario per acquisire i dati di quadro e allestire un Comitato tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre per discutere della scaletta di rapporto sociale da elaborare entro il 20 settembre e del percorso di socializzazione della Carta dei servizi.


N.58

24 luglio

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