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International Herald Tribune - 17 luglio 2007

Prodi in Italia rifiuta l’offerta della ministra di rassegnare le dimissioni per i piani di riforma delle pensioni

The Associated Press. Il ministro italiano del commercio internazionale e per le politiche europee, Emma Bonino, ha presentato martedì le dimissioni, per protesta contro i piani di Romano Prodi di annullare le riforme delle pensioni, ma il presidente del consiglio ha subito rifiutato l’offerta.
Bonino – dirigente del Partito Radicale, un piccolo gruppo liberale della coalizione di centro sinistra di Prodi – ha criticato le trattative del presidente del consiglio con gli alleati, sindacati e comunisti, che hanno sollecitato l’annullamento della precedente riforma del governo conservatore di aumentare l’età pensionabile da 57 a 60 anni, a partire dal 2008.
In una conferenza stampa presso la sede del suo partito a Roma, Bonino ha affermato di aver scritto a Prodi offrendogli di lasciare il governo.
“Non sono qui per fare alcuna minaccia, a parte le mie dimissioni, ma semplicemente per rimettere il mio incarico”, ha affermato Bonino, attivista per i diritti civili ed ex commissario per i diritti umani.
Prodi ha rapidamente risposto con un’altra lettera, nella quale ha rifiutato l’offerta dicendo a Bonino che “il governo ha bisogno ancora del suo importante contributo”.
La litigiosa coalizione di Prodi, che ha un’esigua maggioranza in parlamento, è stata lacerata dalle forze moderate e dal partito comunista e i Verdi su questioni che vanno dalla missione militare italiana in Afghanistan alle riforme necessarie per liberalizzare l’economia del paese e per ridurre la spesa pubblica.
Mentre l’estrema sinistra chiedeva fortemente una riforma delle pensioni che avrebbe eliminato o ridotto l’aumento dell’età pensionabile, i critici come Bonino hanno affermato che sarebbe stato un passo nella direzione sbagliata, dato che il sistema delle pensioni in Italia è già messo a dura prova dal basso tasso delle nascite e dall’eccellente longevità.
“Il rischio è che, sotto le pressioni della sinistra comunista e dei dirigenti sindacali, il nostro paese sarà l’unico in Europa a vedere una riduzione dell’età pensionabile, che porterà ad una spesa per le pensioni più alta”.
L’Italia ha già un’età pensionabile tra le più bassa in Europa, in media 60.7 anni per gli uomini, e spende il 15% del PIL per le pensioni, il livello più alto nell’Unione europea. Il sistema ha contribuito a far accumulare in Italia il più grande debito nell’area dei 27 paesi europei.

N.58

24 luglio

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