“L’accordo raggiunto questa notte per il superamento dello “scalone” introdotto dalla legge 243/04, segna l’epilogo di un confronto concertativo serrato che ha dovuto dispiegarsi entro i confini delle compatibilità finanziarie ed economiche e degli impegni assunti, in sede europea, dal Governo sul risanamento dei conti pubblici.” E’ questa la prima valutazione della Segreteria della Cisl , riunita questa mattina subito dopo l’intesa sulle pensioni.
“Con l’accordo per la modifica dello “scalone” si completa il quadro degli interventi previsti dal memorandum per la revisione del sistema pensionistico, sottoscritto il 26 settembre dello scorso anno dal Governo e dalle Parti sociali. Le misure decise questa notte consentono di rendere più eque e socialmente sostenibili le norme del sistema pensionistico, con riferimento alle modalità di accesso al pensionamento, rispetto a quelle previste dalla legge 243 del 2004. Non bisogna dimenticare che l’accordo sullo scalone arriva, in ordine temporale, dopo:
l’anticipo della riforma della previdenza complementare;
l’intesa raggiunta sulla rivalutazione delle pensioni più basse, salvaguardando l’anzianità contributiva,
l’accordo sull’estensione della totalizzazione dei periodi contributivi maturati nelle diverse gestioni e per il miglioramento delle condizioni per il riscatto contributivo dei periodi di laurea;
l’intesa per la razionalizzazione e lo snellimento del numero dei componenti dei comitati centrali e periferici degli enti previdenziali deputati alla definizione dei ricorsi in materia previdenziale;
l’estensione e la maggiore copertura contributiva dell’indennità di disoccupazione.
L’intesa raggiunta sui diversi punti suddetti consente di rendere complessivamente più adeguata la risposta del sistema pensionistico alle aspettative, sia degli anziani, sia dei lavoratori più giovani, attraverso misure che contrastano gli effetti negativi che la flessibilità del mercato del lavoro produce, specie nella fase iniziale dell’attività lavorativa. L’introduzione della “quota”, fortemente voluta dalla Cisl, consente di ampliare il ventaglio delle possibilità di uscita dal lavoro, rendendo più flessibile il pensionamento, anche se la rigidità di approccio del Governo ha imposto un’età minima alle diverse “quote”, rivedendone l’impatto attraverso la restrizione della platea interessata.
Si tratta, quindi di una prima concreta risposta all’esigenza di rinsaldare il patto intergenerazionale, nel segno di una rafforzata coesione sociale.”
PENSIONI E WELFARE: Caprioli (Fim): “Siamo di fronte a un buon accordo”: Lo ha dichiarato il segretario generale della Fim-Cisl, Giorgio Caprioli, in merito all’intesa con il Governo su ammortizzatori sociali e pensioni.
"L'intesa -prosegue- realizza sensibili miglioramenti su diversi strumenti di welfare: l’aumento delle pensioni più basse, il nuovo meccanismo di rivalutazione dei trattamenti pensionistici, il miglioramento del sistema degli ammortizzatori sociali, i miglioramenti a favore dei giovani lavoratori, gli interventi sul mercato del lavoro e il superamento graduale dello ‘scalone’ introdotto dalla riforma Maroni. Un accordo quindi di ampio respiro, che va valutato in tutte le sue articolazioni e che anche sull’ultimo scoglio – il superamento della riforma Maroni – realizza a regime un buon risultato ed esclude dall’innalzamento dell’età un’ampia gamma di lavori usuranti, particolarmente diffusi nella categoria del metalmeccanici. Il giudizio, quindi, non può essere che positivo”.