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il Sole 24 ore - 21 luglio 2007

Il costo? 10 miliardi tutti previdenziali

Costa 7,1 miliardi, nel periodo 2008-2017, il superamento dello scalone pensionistico. E di altri 2,9 miliardi è l'onere dell'estensione della categoria dei lavori usuranti. Totale, 10 miliardi. È l'impegno finanziario dell'intesa sulla previdenza raggiunta la scorsa notte tra Governo e sindacati. Un onere non uniforme. Non si tratta infatti di un maggior costo di un miliardo che si sussegue, anno per anno, nell'intero decennio. Il costo è più basso all'inizio,tre-quattrocento milioni nel 2008, aumenta negli anni successivi e si assesta, a fine periodo, sul livello precedente l'accordo di ieri. Il Governo deve coprirlo interamente, ma ogni anno dovrà provvedere a compensare il costo che grava sull'esercizio.

Il Tesoro ha indicato la copertura all'interno del sistema previdenziale, come voluto dalla Ue. In primis, c'è la razionalizzazione degli enti previdenziali, che dovrebbe dare 3,5 miliardi. Ma, poiché è vano attendersi che un processo del genere, da attivare con norme di legge e da realizzare con un piano industriale, dia frutti in tempi rapidi, ecco una sorta di "clausola di salvaguardia". Se, cioè, a una verifica da farsi nel 2011, la razionalizzazione degli enti previdenziali e assicurativi (si parla, tra altro, di fusione Inps-Inpdap) non risultasse dare i frutti attesi, saranno elevati di una percentuale modesta (lo 0,09%) i contributi su tutte le categorie (dipendenti, autonomi, parasubordinati). Se ne ricaverebbero i circa 350 milioni annui necessari a far fronte all'esigenza finanziaria.

La riforma degli enti dovrà essere concordata col sindacato.
Trattandosi di enti pubblici, il timore è che le sinergie – in pratica, la riduzione del personale – non si attivino e che i 3,5 miliardi di risparmi non vengano conseguiti. La clausola di salvaguardia, pure oggetto di dubbi, finirebbe allora per operare in permanenza.

Altri 3,5 miliardi, sempre nel decennio, dovranno venire da un aumento dei contributi a carico dei lavoratori parasubordinati. L'aliquota è prevista aumentare di un punto all'anno dal 2008, fino a un massimo di tre punti. E un altro aumento riguarderà i contributi dei parasubordinati non esclusivi: un punto dal 2008, 800 milioni l'incasso previsto.

C'è dell'altro. Sarà sospesa per un anno la rivalutazione, in base al costo della vita, delle pensioni che superano di otto volte il minimo (e che si aggirano su 3.500 euro mensili): risparmio, 1,4 miliardi. Infine anche i fondi speciali, con la loro "armonizzazione", concorreranno per 700 milioni allo sforzo di copertura.

Questo lo schema di copertura che correda l'intesa previdenziale. I punti deboli? Stando ad alcune opinioni, il costo dell'estensione dei lavori usuranti sarebbe sottostimato. In base all'ipotesi di 1,4 milioni di lavoratori interessati, c'è chi calcola un onere doppio. Altra perplessità, la clausola di salvaguardia, anzi l'aliquota contributiva che ne è alla base: lo 0,09% sarebbe poco, potrebbe occorrere il doppio per ottenere quanto previsto.




N.58

24 luglio

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