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il Sole 24 ore - 20 luglio 2007

Pensioni, dal Cdm sì all'accordo all'unanimità. Riserve di Bonino e Ferrero

Il Consiglio dei ministri ha acceso semaforo verde per la riforma delle pensioni senza strappi, ma con qualche riserva. Scettici il ministro per le Politiche comunitarie Emma Bonino e il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero in un quadro unanime di consenso per l'accordo raggiunto. La riserva della Bonino è generale e riguarda la necessità di una «lettura del testo in modo più completo» prima di esprimere un giudizio definitivo, mentre il ministro Ferrero ha espresso «perplessità e per certi verso dissenso» sul meccanismo di superamento dello scalone. Le riserve, però, non appaiono lievi. A Ferrero gli scalini non piacevano prima e non piacciono adesso, anche se rileva qualche elemento positivo. «Nell'intesa - dice Ferrero - ci sono elementi positivi, come la garanzia di un rendimento pensionistico pari ad almeno il 60% dello stipendio, che é un buon risultato per i giovani che andranno in pensione col sistema contributivo, così come ci sono buone garanzie per i lavoratori con 40 anni di anzianità di andare in pensione subito». Emma Bonino spiega che «la proposta fatta questa notte ai sindacati appare a prima vista ancora poco ambiziosa, volta a salvaguardare solo gli interessi, ancorchè legittimi, dei soliti noti, ma non quelli delle generazioni future». E annuncia che la riforma sarà esaminata degli organi dirigenti dei Radicali e della Rosa nel pugno. Il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano, dando giudizio negativo, annuncia una consultazione dei lavoratori. «In questi casi é bene fare un'operazione di verità, sulla modifica dello scalone il nostro giudizio é fortemente critico, negativo, si tende solo a diluire gli effetti della Maroni quindi non va per niente bene».
L'ampia discussione in Consiglio dei ministri sull'accordo sulle pensioni, come riferisce il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, si è conclusa con un «generale consenso che, date le difficoltà, consideriamio un risultato importante per il Governo e per la maggioranza». Ma qualche riserva c'è, visto che Letta ha sottolineato che l'accordo sul superamento dello scalone verrà perfezionato lunedì. «Sarà oggetto di negoziato - spiega Letta - anche con le altre organizzazioni sindacali», soprattutto l'Ugl. Nell'accordo siglato alle 5,31 di questa mattina dai sindacati é scritto che sulla modifica dello scalone le parti possono concordare entro il 20 luglio p.v. una diversa graduazione dei requisiti anagrafici e contributivi e un diverso stanziamento al Fondo lavoratori usuranti, a parità di oneri e con una dotazione al Fondo non inferiore ai 2 miliardi di euro. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha annunciato che il pacchetto sarà completato lunedì con il protocollo per lo sviluppo che conterrà misure per il mercato del lavoro e incentivi per le imprese. Si parlerà anche della Biagi. Positivo il giudizio del ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa. «Oggi è uno dei giorni più positivi della vita del governo e anche la discussione che c'è stata in Consiglio dei ministri è stata tra le più ricche alle quali ho assistito».
Il premier Romano Prodi ha aperto la discussione, ringraziando il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, quello del Lavoro Cesare Damiano e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta per il grande impegno in queste settimane per la concertazione che ha portato l'accordo con le parti sociali. Poi ha illustrato l'accordo raggiunto all'alba. Soddisfatto il ministro del Lavoro Cesare Damiano, visto che «non era scontato arrivare a un accordo perché abbiamo affrontato materie estremamente complesse». Secondo Damiano, però, «è stato trovato un giusto compromesso, qualitativamente molto alto».
Per il ministro della Giustizia Clemente Mastella l'accordo raggiunto sulle pensioni era il massimo possibile in questa situazione. «Bisogna dare atto al senso di responsabilità del Governo e dei sindacati». Secondo Mastella, «questa intesa va confermata» tenendo conto anche del fatto che bisogna tenere sotto controllo «le compatibilità economiche» oltre al superamento dello scalone. Secondo il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro l'accordo siglato tra Governo e sindacati sulle pensioni deve essere sostenuto da tutta la coalizione. «È un fatto politico - spiega il leader dell'Italia dei Valori - che distingue questa coalizione». In assenza di un sostegno unanime il rischio è quello «di dividere sia la maggioranza che il governo».

N.58

24 luglio

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