Il confronto Governo/parti sociali per la crescita e l’equità.
Si è concluso con un accordo il confronto tra Governo e parti sociali su una serie di interventi normativi che comportano un impegno finanziario straordinario e che determinano un miglioramento dello stato sociale di grande rilevanza. Si realizza in questo modo la più consistente redistribuzione dei redditi degli ultimi venti anni. I punti contenuti nel Protocollo proposto alle parti sociali sono qui di seguito indicati.
Il confronto Governo - parti sociali per la crescita e l’equità
L’accordo Si è concluso con un accordo il confronto tra Governo e parti sociali su una serie di interventi normativi che comportano un impegno finanziario straordinario e che
determinano un miglioramento dello stato sociale di grande rilevanza. Si realizza in questo modo la più consistente redistribuzione dei redditi degli ultimi venti anni. I punti contenuti nel Protocollo proposto alle parti sociali sono qui di seguito indicati. Si richiamano gli impegni già presi:
- Previdenza: 1,5 miliardi, di cui 1,3 per la rivalutazione delle pensioni basse e 200 milioni per la totalizzazione dei contributi e il riscatto della laurea per i giovani.
- Ammortizzatori sociali: 700 milioni.
- Competitività: 300 milioni.
Nel corso del 2007 saranno impiegati 900 milioni per l’anticipo delle pensioni basse e 50 milioni per l’avvio dei fondi destinati al credito, per i lavoratori parasubordinati, autonomi e per le donne.
Accordi sulla previdenza del 20 luglio 2007:
Sono state stabilite le modalità per adeguare i coefficienti di trasformazione del sistema contributivo, con l’obiettivo di tenere in equilibrio finanziario il sistema previdenziale. E’
stata aggiornata la nuova tabella dei coefficienti, che entrerà in vigore nel 2010. Nel frattempo una commissione di esperti del Governo e dei sindacati procederà a una verifica
dei fattori che determinano i coefficienti stessi. In seguito i coefficienti saranno aggiornati ogni tre anni.
Lo “scalone” viene superato con le modalità indicate nella tabella, che assume il criterio dell’età anagrafica minima e delle quote (età più 35 anni di contribuzione). A questo si
devono aggiungere le facilitazioni per i lavori usuranti (le categorie comprese nella legge Salvi, più i lavoratori turnisti che lavorano abitualmente di notte e i lavoratori delle linee a
catena: circa 1,4 milioni di lavoratori) che potranno scegliere di andare in pensione con tre anni di anticipo rispetto ai requisiti indicati nella tabella.
Le risorse finanziarie necessarie per questi interventi sono state totalmente recuperate nella razionalizzazione del sistema previdenziale (unificazione degli enti previdenziali,
eliminazione delle situazioni di privilegio ecc.).
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