E' giunta a conclusione una trattativa che si è presentata particolarmente difficile e complessa.
Una trattativa tutta in salita per i pesanti vincoli messi dal Governo sulle risorse economiche. Una trattativa che ha registrato ed ancora registra posizioni estremamente diverse all’interno della stessa maggioranza.
Nel rimandare al testo del documento approvato dal Comitato Direttivo, per quanto riguarda il giudizio complessivo sull’intera trattativa, nella nota che segue trattiamo esclusivamente i temi di carattere previdenziale.
Su questi aspetti come Cgil abbiamo cercato di tenere insieme i diritti e le tutele dei giovani, delle donne e degli anziani e riteniamo che l’intesa raggiunta con il Governo abbia proprio queste caratteristiche.
A nostro avviso, infatti, si tratta di un accordo acquisitivo di nuovi diritti e nuove opportunità per tutti, dopo tanti anni di riduzione dei diritti sociali in nome dei tagli alla spesa pubblica per risanare il bilancio dello Stato.
L’accordo, infatti, è complessivo e deve essere valutato nella sua interezza (rivalutazione delle pensioni, misure per i giovani – riscatto del periodo di laurea, totalizzazione, contribuzione figurativa piena per i periodi di disoccupazione, verifica dei coefficienti di trasformazione delle pensioni, garanzia di un importo di pensione pari almeno al 60% dell’ultima retribuzione, mantenimento dell’età pensionabile delle donne a 60 anni, modifica della legge Maroni per il diritto alla pensione di anzianità, modifica delle finestre per la decorrenza della pensione per chi raggiunge i 40 anni di contribuzione, riconoscimento dei lavori usuranti, detassazione del premio di produttività, razionalizzazione enti previdenziali, ecc.) anche se non ci nascondiamo che sullo scalone avevamo chiesto molto di più e avremmo voluto un risultato migliore, ma riteniamo di aver fatto bene a non cedere al ricatto di ottenere un risultato diverso in cambio dell’innalzamento obbligatorio dell’età pensionabile per le donne.
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