CGIL, CISL, UIL donne dicono no all’aumento dell’età pensionabile delle donne, perché – come dichiara la Ministra per le pari opportunità su Sole 24 Ore- sarebbe “una beffa” per la disparità di condizioni fra lavoratori e lavoratrici tuttora esistenti nel nostro Paese
La discussione in atto sull’età pensionabile delle donne ci preoccupa. In tutti i paesi occidentali esistono delle politiche a favore delle donne lavoratrici –dichiarano le responsabili nazionali donne Aitanga Giraldi CGIL, Annamaria Parente CISL e Maria Pia Mannino UIL - al contrario dell'Italia dove esistono grandi ritardi sulle politiche a favore dell’occupazione femminile, della conciliazione fra tempi di vita e di lavoro. Esiste inoltre una forte contraddizione fra le leggi a sostegno alla maternità e la loro applicazione, mentre troppe lavoratrici precarie ne sono totalmente escluse. L’Italia è molto indietro rispetto alla parità uomo-donna. Non è questione giuridica, ma sociale, culturale, valoriale,
economica.
Non siamo pertanto d’accordo che si debba iniziare dall’aumento dell’età pensionabile piuttosto che dall’occupazione femminile, che in Italia ha un tasso tra i più bassi d'Europa, o dalla parità salariale, o dall’incremento dei servizi, sia per l'infanzia che per la non autosufficienza.
Noi chiediamo più donne occupate, più certezza per il futuro delle pensioni dei giovani e delle giovani. È necessario poi investire risorse per la non autosufficienza, che riguarda tante famiglie e donne italiane.
Sono necessari interventi culturali, legislativi, contrattuali, risorse, incentivi, vincoli tra le parti se vogliamo migliorare e superare le attuali difficoltà della condizione femminile.
Serve una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti, una politica alta, con obiettivi condivisi all’interno della quale ognuno deve fare la sua parte.
Per questi motivi, mentre ribadiamo il nostro no all’aumento dell’età pensionabile delle donne chiediamo con forza “un tavolo” dove si affrontino tutte le questioni inerenti alle condizioni reali delle donne, dalla giovani alle lavoratrici, alle pensionate.