Il governatore di Bankiltalia: ridurre il debito pubblico». «Garantire la sostenibilità del sistema previdenziale deve essere il primo investimento dello Stato a favore dei giovani». Una dura critica alle ipotesi di riforma delle pensioni allo studio del governo e della maggioranza arriva da Bankitalia. «Come si rileva nel Dpef è necessario ampliare l'orizzonte temporale di riferimento dell'azione politica. Ridurre il debito pubblico e aggiungo: garantire la sostenibilità del sistema previdenziale, devono essere il primo investimento dello stato a favore dei giovani e delle generazioni future». Lo afferma il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi nella sua audizione al Senato sul Dpef, il Documento di programmazione economica e finanziaria.
AUMENTARE ETA' EFFETTIVA DEL PENSIONAMENTO - «L'erogazione di pensioni di importo adeguato a un numero crescente di anziani è la sfida da affrontare nei prossimi anni». Lo dice Mario Draghi nella audizione al Senato. Le risposte, aggiunge il Governatore, sono sostanzialmente due: «aumentare gradualmente l'età media effettiva di pensionamento e sviluppare le forme di previdenza complementare».
RIFORMA PENSIONI - «Le scelte in materia previdenziale sono cruciali nell'assicurare un riequilibrio duraturo dei conti pubblici» precisa ancora Draghi, mettendo in evidenza come «ci troviamo in un contesto in cui, secondo le stime dell'Istat, il rapporto tra ultrassesantenni e popolazione in età da lavoro raggiungerà il 53% nel 2020 e l'83% nel 2040».
DEBITO PUBBLICO - «I programmi confermano l'obiettivo di pareggio di bilancio nel medio periodo, ma rinunciano a sfruttare il miglioramento delle previsioni tendenziali per accelerarne il conseguimento» ha poi aggiunto Draghi. Per Via Nazionale «l'obiettivo di medio termine è confermato ma gran parte della correzione è rimandata al 2011».
TESORETTO - Poi il Governatore di Bankitalia si è soffermato sul famigerato «tesoretto» derivante dall'aumento delle entrate fiscali: «Io credo che lo stesso termine sia fuorviante: con un debito e un disavanzo come il nostro non esiste un tesoretto da spendere» ha detto Draghi rispondendo ai parlamentari e aggiungendo come «l'esperienza suggerisca come questo miglioramento» nelle entrate «dovrebbe essere usato a riduzione del disavanzo e del debito perchè altrimenti c'è il rischio di dover fare correzioni con un ciclo economico meno favorevole e comunque si sarebbe potuto ridurre la pressione fiscale anzichè aumentare al spesa».
16 luglio 2007