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Rassegna Sindacale - 16 luglio 2007

Settimana decisiva: in questi giorni la proposta del governo

L'accordo sulle pensioni o si farà questa settimana, oppure se ne riparla a settembre. I sindacati, Cgil in testa, hanno tracciato il "limes" oltre il quale questa estenuante trattativa non potrà andare. Le confederazioni non firmeranno intese con i lavoratori in ferie, né si faranno attirare in una replica dell'accordo di luglio '92, quando ben altri pericoli economici costrinsero Cgil-Cisl-Uil a sottoscrivere col governo Amato un patto che salvò l'Italia dal default bloccando la contrattazione e gli aumenti salariali. Ma quelli, appunto, erano altri tempi. E altre erano le emergenze. Oggi i conti sono sotto controllo, e l'allarme sulle pensioni sembra molto più strumentale che sostanziale.

Così, a costo di essere ripetitivi: la settimana decisiva è questa. Lo ha confermato lo stesso Presidente del consiglio in un breve scambio di battute con i cronisti. E oggi (16 luglio) sono ripresi gli incontri tecnici che dovrebbero portare Romano Prodi, entro mercoledì, alla presentazione di una proposta ai sindacati. Quest'ultima, se recepita, verrebbe formalizzata nel consiglio dei ministri di venerdì 20 luglio. Le ipotesi più accreditate (scrive l'Unità) per il superamento dello scalone Maroni restano due. Scalino a 58 anni a partire dal primo gennaio 2008 con passaggio a quota 95 (la somma dell’età anagrafica e di quella contributiva) dopo due anni e quota 96 dopo un ulteriore biennio. In alternativa si potrebbe partire dalla quota 95 dal prossimo anno, per poi aumentarla ogni due anni fino a raggiungere al massimo quota 97. Per chi svolge attività usuranti sarebbe garantito il diritto a uscire dal lavoro a 57 anni. Di coefficienti di trasformazione, invece, si dovrebbe discutere in altra sede; in una commissione costituita ad hoc.

E' la maggioranza che deve risolvere i suoi problemi. Dopo il comitato politico del fine settimana, Rifondazione comunista ha stabilito la sua linea: la proposta del Prc è di ritoccare al ribasso lo scalone con la formula dei 58 anni esclusi gli usuranti, i turnisti e chi ha già 40 anni di versamenti. Più gli incentivi a restare. ''I soldi per superare lo 'scalone' ci sono e stiamo lavorando per trovare un accordo''. Lo ha detto oggi il Ministro della solidarieta' sociale ed esponente di Rifondazione, Paolo Ferrero. Un accordo che Rifondazione Comunista vuole trovare, ha aggiunto Ferrero, ''perche' vorremmo far andare avanti il governo e vorremmo che i lavoratori possano andare in pensione''. Gli fa eco il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, che si dice ottimista sul tema delle pensioni. "Affinando la materia - ha detto - credo che ci stiamo avvicinando a una soluzione possibile". "Mi sembra - ha aggiunto - che i colloqui che si stanno svolgendo in queste ore, e che si sono svolti nel week-end, siano comunque positivi".

'Credo che sia arrivato il momento che Prodi avanzi la sua proposta. Non si può rimanere ancora fermi o aspettare troppo a lungo un negoziato che rischia di definirsi e concludersi con i lavoratori in ferie e i negozi chiusi. Soprattutto non si possono lasciare i lavoratori nell'angoscia di non sapere le modalità del proprio pensionamento. I prossimi giorni sono quelli decisivi'. Lo ha detto sabato sera il leader della Cgil Guglielmo Epifani, ad Alessandria per la Festa della funzione pubblica. 'Prodi si è correttamente voluto riservare l'esercizio della responsabilità di una proposta sulle pensioni. La stiamo aspettando. Se sarà vicina alle nostre posizioni si potrà arrivare a una intesa, se presenterà delle criticità continueremo il confronto perché noi siamo molto responsabili, ma anche molto affezionati alle nostre posizioni'.

Per quanto riguarda le risorse per finanziare il superamento dello scalone Maroni (si parla di circa un miliardo mancante all'appello per far quadrare i conti), dovrebbero essere reperite in parte con l'aumento delle aliquote contributive dei lavoratori parasubordinati (al 25-26 per cento dall’attuale 23,5). Altri fondi arriveranno grazie all’accorpamento degli enti previdenziali. ''Io metto a disposizione le risorse possibili. E' chiaro, la copertura finanziaria e' il mio punto di partenza. Il governo sta lavorando con serieta', in silenzio, con grande lealtà.'' Lo ha detto, a scanso di equivoci, Romano Prodi.

N.56

17 luglio

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