di Sara Bianchi. Il presidente del Consiglio conferma che questa appena cominciata sarà una settimana decisiva per la riforma previdenziale. E il ministro per lo sviluppo economico annuncia: «Ci stiamo avvicinando ad una soluzione possibile». I colloqui di queste ore - riferisce Pier Luigi Bersani - «sono positivi». Romano Prodi, interrogato a margine del Laboratorio Euro-Mediterraneo sulla politica di immigrazione, a Milano, risponde ai giornalisti che gli chiedono se questa sia la settimana decisiva per le pensioni e anche per il Governo: «Per le pensioni sì», indica il premier.
A una svolta positiva del confronto in corso crede anche il ministro della Solidarietà sociale, secondo il quale «i soldi per superare lo scalone ci sono». Paolo Ferrero precisa: «Si lavora ad un accordo perché vorremmo far andare avanti il governo e vorremmo che i lavoratori possano andare in pensione». Il ministro si aspetta già oggi da Romano Prodi una proposta positiva per il superamento dello scalone.
Che il clima nel governo si sia rasserenato, lo dice apertamente il ministro per l'Innovazione nella Pubblica amministrazione, il quale ammette: «dopo aver superato la prova delle legge sulla giustizia adesso siamo più tranquilli». Luigi Nicolais spera questa settimana di «arrivare a un buon risultato»; perchè, sottolinea «abbiamo dei limiti economici ma anche la volontà di chiudere su questo importante argomento».
Dai Ds Marina Sereni, vice capogruppo dell'Ulivo alla Camera, ribadisce «bisogna andare oltre lo scalone Maroni, con un allungamento graduale dell'età pensionabile» e annuncia «gli elementi per decidere e per un accordo fra governo e parti sociali ci sono tutti».
Dalla Margherita, Roberto Pinza, viceministro dell'Economia racconta che «Prodi è pronto a offrire una soluzione ragionevole». Il sistema misto età-quote è, secondo Pinza, un «sistema interessante»; ma attenzione - dice il viceministro - a far arrivare in Finanziaria la riforma, perché «la Finanziaria è uno strumento molto complicato e se non si trova un'intesa in quella sede, c'è lo scalone il primo gennaio».
Massimo Donadi, presidente dei deputati dell'Idv valuta positivamente «l'apertura di Rifondazione Comunista alla proposta di riforma graduale dello scalone» che rappresenta «un positivo segnale di responsabilità politica». E auspica che le disponibilità arrivate da Prc e dalla Cgil «siano di sostanza e consentano al presidente del consiglio di mettere in campo una proposta di carattere riformista, che tenga insieme il rispetto degli obiettivi economico-finanziari e le garanzie, per i giovani, di godere in futuro di condizioni di vita non inferiori a quelle dei loro padri».
Dal Pdci Marco Rizzo ribadisce: «Le ragioni dei lavoratori e dei pensionati non possono essere sacrificate. Va rispettato il programma e abolito lo scalone. In queste scelte si misurerà la coerenza della politica del governo ed anche quella della sinistra». Dunque, la soluzione mediata dal presidente del consiglio dovrebbe essere definita. Prodi la presenterà ai sindacati, prima di portarla in Consiglio dei ministri venerdì.
Intanto la commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera all'aumento delle pensioni basse, proposto dal governo con un emendamento al decreto legge sulle pensioni e l'uso dell'extragettito. La Commissione prevede di concludere l'esame del Dl stasera e di vararlo domani dopo aver ricevuto i pareri delle altre commissioni. Approvato anche l'articolo 1 nel suo complesso, che quantifica il tesoretto.