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il Sole 24 ore - 13 luglio 2007

Pensioni, il piano Prodi sul tavolo dei ministri

Uno scalino e poi soltanto "quote". È questa una delle ultime opzioni che sarebbero state valutate ieri notte a Palazzo Chigi in vista del Consiglio dei ministri di oggi in cui Romano Prodi dovrebbe illustrare, almeno per grandi linee, la proposta per superare lo scalone. Anche se nella maggioranza c'è chi insiste per aspettare ancora qualche giorno. Il premier è intenzionato ad accelerare: «I tempi sono maturi» ha detto ieri mattina ai membri della maggioranza nelle commissioni Lavoro di Camera e Senato.
Ma in serata la quadratura del cerchio non era stata ancora trovata. E non soltanto sotto il profilo politico. L'obiettivo di compensare il superamento dello scalone con altri interventi di natura previdenziale non appariva facile da centrare.
Di qui l'idea di dare maggiore spazio alle quote (nella somma tra età anagrafica e contributiva) rispetto agli scalini. Anche se l'ipotesi dei due o tre scalini seguiti da due sole quote restava molto gettonata.
Due punti i punti fermi del piano Prodi: nel 2008 si andrà in pensione di anzianità con 58 anni di età e 35 di contribuzione; il pensionamento con 57 anni di età e 35 di contributi verrebbe garantito ad una lista allargata di lavori usuranti. In particolare, alle attività già "identificate" ( minatori, saldatori, marittimi e personale impiegato nelle fonderie) si aggiungerebbero i turnisti con impiego notturno (operai, infermieri) e i lavoratori utilizzati nelle catene di montaggio. Il Governo è poi intenzionato a soddisfare le richieste di Rifondazione e sindacati finalizzate ad assicurare l'uscita immediata (con 4 finestre e non solo con due) ai soggetti con 40 anni di contribuzione.
Ma molto dipenderà dal meccanismo che sarà scelto per superare lo scalone. Sicuro è anche l'ulteriore aumento dell'aliquota contributiva a carico dei lavoratori subordinati e l'avvio del processo di riassetto degli enti previdenziali. Sul ricorso a incentivi per favorire l'innalzamento della soglia di vecchiaia delle donne, invece, ancora ieri sera c'era incertezza. Non escluso un intervento sugli ex enti e fondi speciali confluiti nel fondo lavoratori dipendenti dell'Inps (dai dirigenti di azienda ai telefonici).
Il nodo da sciogliere resta quello del mix quote e scalini. Una questione che sarebbe stata affrontata anche nel breve incontro pomeridiano a palazzo Chigi tra Prodi e i ministri Padoa- Schioppa e Damiano. L'ipotesi di partenza è di due scalini ("58+35" e "59+35"), con un intervallo di 18 mesi, seguiti da quota 96. A questa si sono aggiunte diverse varianti, a cominciare da quella che prevede un solo gradino ("58+35") seguito già nel 2010 da quota 95 o 96 da far salire ulteriormente nel 2012. Ed è su queste opzioni che si sarebbe snodata la trattativa nella notte con il Tesoro e Rifondazione.
Sempre ieri si è fatto più intenso il pressing dei sindacati e dell'ala riformista sul premier. Il ministro Damiano parla chiaro: «Il tempo passa, bisogna arrivare ad una conclusione entro l'estate».E anche Fassino,nel ribadire il suo ottimismo sull'accordo, invita ad accelerare sulla proposta Damiano. Prodi cerca di rassicurare Rutelli e Veltroni, che hanno sottolineato la necessità di concentrare le attenzioni sui giovani: «Il Governo sta gettando le basi di un rapporto più vero e sincero tra le generazioni », scrive il premier in una lettera sul futuro del Pd.
Prodi mostra di apprezzare anche le ultime mosse della Cgil. «Attendiamo un passo del premier», dice Guglielmo Epifani, che lancia l'altolà a Rifondazione: il Prc si fermi e parli dopo l'accordo. «Tra noi e la Cgil non c'è problema», assicura Franco Giordano. Ma la tensione con il Prc, che deve fare i conti anche con problemi interni, rimane. A invitare Prodi a fare presto è anche Raffaele Bonanni: le carte vanno calate «presto, prima che si apra una tempesta di mare». Prodi definisce quello della Cisl «un assist» che non può che essere preso al volo per fare goal.




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