Il Governo offrirebbe una riduzione «robusta» dell'Ires se le imprese si mostrassero disponibili a rinunciare a una parte degli incentivi. Lo ha annunciato il viceministro all'Economia Vincenzo Visco, nel corso di una conferenza stampa sull'Ires. La misura, ha spiegato Visco, potrebbe confluire in un disegno di legge delega per la riforma della tassazione d'impresa che recepirà i risultati del lavoro condotto dalla commissione Biasco.
«Verificheremo - ha sottolineato Visco - se ci sono le condizioni per operare una riduzione molto consistente delle aliquote a parità di gettito». Il vice ministro ha annunciato che nei prossimi giorni incontrerà il leader di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. «Il presidente di Confindustria - da sottolineato Visco - ha detto più volte che le imprese sarebbero disposte a rinunciare a parte degli incentivi in cambio di una robusta riduzione dell'aliquota. Verificheremo con le imprese la fattibilità di questa operazione. Effettivamente ci sarebbero gli spazi e sarebbe un'operazione molto più efficiente». Visco ha detto di aver già parlato dell'iniziativa con il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani.
Fra le proposte che arrivano dalla commissione di studio istituita dal viceministro dell'Economia Visco il 27 giugno del 2006 il sistema di tassazione sulle imprese va uniformato riducendo le differenze tra quelle sottoposte al bilancio Ias e quelle che invece hanno solo un bilancio civilistico. La commissione, presieduta da Salvatore Biasco è composta da Silvia Gianni, Adriano Di Pietro e il consigliere di Stato Giuseppe Roxas.
Il risultato del lavoro della Commissione, che ha ascoltato 32 associazioni e organizzazioni di categoria e 21 esperti del settore, é contenuto nella relazione conclusiva in cui vengono esaminati i temi centrali dell'Ires e indicate le soluzioni ai problemi emersi. «Il passato governo - ha detto Biasco - ha modificato più volte le proprie scelte facendo una riforma della tassazione sulle imprese cambiata poi nei suoi punti fondanti, cosa che ha creato una situazione piuttosto confusa che andrebbe riordinata anche dal punto di vista della credibilità e della affidabilità del sistema italiano che deve garantire stabilità alle imprese che investono anche se questo non vuol dire immutabilità del quadro normativo».
Biasco ha anche puntato l'obiettivo sulla tendenze europea di politica fiscale che sta determinando una vasta competizione tra i paesi, in particolare con quelli dell'Est Europa entrati nell'Unione da poco, centrata sull'aliquota nominale, con una sorta di corsa al ribasso, in una situazione, purtroppo, non regolarizzata dall'Unione europea, in cui i nuovi paesi abbassano sia le aliquote che gli adempimenti normativi, per attrarre nuove imprese. L'Italia rischia quindi di avere un'aliquota più alta del resto d'Europa. «La riduzione dell'aliquota - dice Biasco - é una decisione politica, ma segnalo che in altri paesi, come Inghilterra, Germania e Danimarca, stanno tentando di abbassarla con operazioni sulla base imponibile».
Entrando nei particolari per il sistema pex introdotto con la creazione dell'Ires, profondamente modificato nella passata legislatura, si propone di tornare a una tassazione del 5% delle plusvalenze (unificata con i dividendi) e di introdurre per le partecipazioni non pex un regime generalizzato di irrilevanza delle minusvalenze e di tassazione sostitutiva e moderata delle plusvalenze, eliminando al tempo stesso tutte le disposizioni antielusive. Per il consolidato aziendale viene suggerito di allargare le casistiche per l'ammissione e di abolire le agevolazioni non sistemiche.
Sul bilancio Ias, Biasco sottolinea che é necessario creare «un sistema che non sia tripartito ma bipartito tra imprese tassate e sottoposte a Ias e imprese non sottoposte a Ias e che quindi non presentino tale bilancio ma quello tradizionale». La commissione di studio propone poi la trasformazione della Thin capitalisation in un regime moderato di indeducibilità degli interessi legato al crescere del rapporto debito/patrimonio, accompagnato dalla reintroduzione della Dit (Dual income tax) che é stata «sollecitata in moltissime audizioni perché non é né di destra né di sinistra, anche se necessita di alcuni correttivi rispetto alla configurazione precedente, per rispondere ai cambiamenti del mercato». Tra i suggerimenti anche la proposta di «completa neutralità delle operazioni societarie» e l'inserimento nella tassazione ordinaria delle varie disposizioni che premino le fusioni, congiunzioni delle imprese con il mercato dei capitali, impegno nella ricerca.
Nel corso della conferenza stampa per illustrare i lavori della commissione Biasco sull'Ires si è parlato anche di tesoretto. I dati sull'extragettito fiscale, ha detto il viceministro Visco, saranno disponibili dopo il 9 luglio, mentre quelli definitivi soltanto dopo il 9 agosto, ma «per il momento si conferma comunque che le operazioni di recupero dell'evasione sembrano funzionare».