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il Sole 24 ore - 4 luglio 2007

Padoa-Schioppa: il negoziato sulle pensioni si può chiudere prima della pausa estiva

«Credo che sia interamente possibile chiudere prima della pausa estiva» la partita sulle pensioni. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, parlando a Repubblica Tv, annuncia una rapida chiusura della trattativa sulle pensioni. Dall'opposizione il leader della Casa delle libertà Silvio Berlusconi dice che «il provvedimento sulle pensioni provocherà un extradeficit, un peso insostenibile per i conti dello Stato». Secondo Berlusconi un certo numero di senatori sono pronti a votare contro il Governo. A Lamberto Dini, senatore dell'Ulivo sembra che il Governo
voglia «rimandare per trovare una soluzione più accettabile».
Per Padoa Schioppa quella sulle pensioni « la vera sfida è quella di migliorare il sistema da un punto di vista sociale, senza alterare gli equilibri finanziari». «Ogni negoziato - ha detto il ministro - ha bisogno di una fase in cui si lavora non sotto i riflettori; poi i risultati si annunciano». Però «bisogna creare - ha aggiunto Padoa-Schioppa - le condizioni per un sistema previdenziale sostenibile dal punto di vista sociale e finanziario. Oggi, a legislazione vigente, il sistema è sostenibile dal punto di vista finanziario. Ora la sfida è migliorarlo sul lato della sostenibilità sociale».
In molti, soprattutto dalle file della maggioranza, lo accusano di essere troppo rigido sulla riforma delle pensioni, ma il ministro, ha sostenuto che in materia è «sempre stato morbido»...
Quanto al Dpef ed ai rilievi della Commissione Ue «prevediamo - ha detto Padoa-Schioppa - di chiudere il 2007 meglio di come Bruxelles ci chiede di fare». Comunque, il raggiungimento del pareggio di bilancio «avrebbe potuto essere più rapido se non avessimo fatto il decreto legge sul tesoretto».
Una battuta anche sul calo di popolarità del governo e suo: «Non credo - ha affermato il ministro - che si debba mirare al consenso immediato ma è chiaro che in un sistema democratico bisogna fare i conti con l'elettorato e con la ricerca di quel consenso che è tipico del sistema democratico».

N.53

5 luglio

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