I tempi per un accordo sulle pensioni si allungano ogni giorno di più. Perché il governo formuli una proposta definitiva bisognerà attendere, probabilmente, l'Ecofin del 9 luglio: dal consiglio dei ministri economici Ue potrebbe arrivare il via libera sui conti italiani, e il nostro Padoa-Schioppa potrebbe a quel punto convertire il lasciapassare in una proposta sul superamento dello scalone. Troppi condizionali cui si aggiunge l'incognita numero uno: al di là dei giudizi di Bruxelles, infatti, è nel governo e nella maggioranza che si sta giocando la partita. E la tensione è palpabile.
In un'intervista a Repubblica il Ministro per la solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha accusato apertamente Padoa-Schioppa di essere "fuori linea" rispetto alla coalizione di governo. Le risorse per abolire lo scalone Maroni - dice Ferrero - "sono molto significative ed emergono dall'interno del sistema previdenziale: dall'aumento dei contributi dello 0,3% a carico dei lavoratori si otterrà almeno un miliardo l'anno e altrettanto dalle sinergie tra gli enti previdenziali". Ferrero invita tutti i ministri a rileggersi il programma dell'Unione: "Le ultime dichiarazioni del ministro Padoa-Schioppa mi sembra che prescindano completamente dal programma. Ma così non si può proprio fare". Ferrero non condivide neppure la proposta del Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, di utilizzare gli incentivi e innalzare l'età pensionabile a 57 anni dal 2008.
Le dichiarazioni di Ferrero sono rafforzate da quanto detto alla Stampa dal segretario dello stesso partito in cui milita il ministro: ''Trovo interessante la proposta Damiano (pensionamento a 58 anni dal 2008 più incentivi per i tre anni successivi per chi non lascia il lavoro, ndr) - spiega il segretario del Prc Franco Giordano - ma e' singolare che si punti ad una ripresa dei consensi al Nord e poi non si voglia mettere in pratica una politica di consensi massa. Adesso, bene per l'aumento a 58 anni, ma che siano esclusi tutti, e dico tutti, quelli che lavorano in fabbrica, i turnisti e chi ha 40 anni di contributi. Ma - avverte - non si puo' proporre che poi, automaticamente, tra tre anni si torna allo scalone della Maroni''.
Insomma si respira aria da "35 ore", il tema su cui nove anni fa cadde il primo governo Prodi. Gli sfidanti sono sempre gli stessi: Rifondazione da una parte, riformisti e tecnocrati dall'altra. La speranza è che non vada a finire come nel '98. Eppure il titolare dell'Economia si professa fiducioso: ''credo che sia interamente possibile chiudere prima della pausa estiva la partita sulle pensioni", dice Padoa Schioppa a Repubblica-tv, sottolineando che '' la vera sfida" è quella di migliorare il sistema da un punto di vista sociale, senza alterare gli equilibri finanziari. Il ministro poi aggiunge che "non esiste una bozza Damiano" e che tutto il Governo sta lavorando per chiudere il prima possibile. 'Penso che le preoccupazioni di Almunia siano totalmente da condividere sullo stato del debito e la riforma delle pensioni - aggiunge però Tps -. Ma c'è anche l'apprezzamento per il miglioramento strutturale dei conti'.
Pensioni basse
Questa mattina si è tenuta una nuova riunione sulle pensioni basse, presieduta dal ministro del Lavoro Cesare Damiano. Sul tavolo del confronto c'era la platea dei beneficiari dei 900 milioni stanziati dal governo per il 2007 e del miliardo e 300 milioni per il 2008. Il confronto è stato aggiornato a venerdì. Come è stato spiegato anche nell'incontro di ieri, la platea degli interessati agli aumenti delle pensioni basse oscilla tra i 2,6 e 3,1 milioni di persone. Resta il nodo se includere o no anche le pensioni sociali tra gli aventi diritto all'aumento. Inoltre - come ha spiegato la segretaria dello Spi Cgil Betty Leone - resta aperta la questione di ''come valorizzare i contributi da lavoro. Per questo soprattutto, le distanze rimangono non indifferenti. Ora valuteremo e speriamo di poter chiudere venerdi'''.