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Corriere della Sera - 4 luglio 2007

Inadeguate ipotesi su pensioni basse

I sindacati frenano sulla proposta del governo: «Ancora distante rispetto alla nostra piattaforma». Cgil, Cisl e Uil ribadiscono però la «volontà di continuare la trattativa per arrivare a una conclusione positiva». Inadeguata. Questo il giudizio dei sindacati Cgil, Cisl e Uil alla proposta presentata dal governo sulla rivalutazione delle pensioni a partire dalle più basse. «La proposta ancora distante rispetto alla piattaforma sindacale unitaria e inadeguata a raggiungere un'intesa», hanno affermato i sindacati che, insieme alle rispettive organizzazioni dei pensionati (Spi, Fnp e Uilp) hanno esaminato la proposta presentata dall'esecutivo. I sindacati annunciano quindi che «in questo quadro continua la mobilitazione indetta dai confederali dei pensionati». I sindacati «ribadiscono la volontà di continuare la trattativa per arrivare a una conclusione positiva», si legge in una nota. «Sono prive di fondamento le notizie che attribuiscono ai sindacati dei pensionati e alle confederazioni la volontà di escludere dai futuri miglioramenti le pensioni da lavoro autonomo e gli assegni sociali».
SCALONE - Nel corso della riunione del direttivo della Cgil si starebbe formando un ampio consenso all'ipotesi di un innalzamento dell'età pensionabile a 58 anni, con tre anni di sperimentazione, incentivi alla permanenza al lavoro e una successiva verifica del meccanismo. Il sindacato vorrebbe affiancare una revisione dei coefficienti di trasformazione. Lo si apprende da fonti vicine alla riunione. L'organismo dirigente della Cgil però non intende votare questa formula nella riunione di mercoledì, rimandando il voto alla prossima settimana quando la proposta ventilata dal governo verrà ufficializzata.


N.53

5 luglio

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