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International Heralde Tribune - 23 giugno 2007

Migliaia di iscritti al sindacato ceco protestano per la proposta di riforma fiscale e per i tagli alla spesa sociale

The Associated Press Repubblica Ceca. Circa 15.000 iscritti al sindacato ceco hanno protestato sabato nella centralissima Praga contro le proposte del governo di riforma fiscale e di tagli alla spesa sociale.
Il pacchetto di riforme proposto, che include tagli per diminuire il deficit del bilancio dello stato e prepara l’adozione della valuta europea, l’euro, è attualmente in discussione nella camera bassa del parlamento. Il voto finale è atteso ad agosto.
Se fosse approvato, verrebbe introdotto nel 2008 il 15% di tasse fisse sui redditi delle persone fisiche. Attualmente, la percentuale di imposte delle persone fisiche va dal 12% al 32%, a seconda del reddito.
La percentuale delle imposte sulle società sarà ridotta dal 24% al 19% entro il 2010.
La bozza di progetto include anche tagli alle indennità sociali, alle indennità di disoccupazione, ai congedi per maternità e alle spese di assistenza sanitaria.
I sindacati hanno dichiarato che soltanto i ricchi beneficeranno dai cambiamenti proposti.
“Fatta eccezione il 10% dei ricchi, tutti gli altri cittadini saranno colpiti dalla proposta di riforma”, ha affermato Milan Stech, che guida la principale organizzazione sindacale del paese, alla folla nella centralissima Piazza Wenceslas.
La Repubblica ceca è uno dei tanti nuovi stati membri dell’Unione europea che sta combattendo per contenere l’eccessivo deficit del bilancio dello stato per il quale si prevede nel 2007 un disavanzo di circa il 4% del prodotto interno lordo, nonostante la buona crescita economica al di sopra della media europea.
A maggio, la Commissione europea ha sollecitato la repubblica ceca a ridurre il deficit del bilancio dello stato al di sotto del 3% entro il 2008, la spesa obbligatoria e a migliorare la sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche con l’attuazione delle riforme delle pensioni e dell’assistenza sanitaria.
Mantenere il bilancio dello stato al di sotto del 3% del prodotto interno lordo è uno dei criteri per introdurre l’euro che i cechi aspirano ad adottare nel 2012.

N.52

3 luglio

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