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la Repubblica - 1 luglio 2007

Sinistra e Cgil di fronte al bivio

di EUGENIO SCALFARI (...)
Nella settimana che viene ci sarà il round, si spera definitivo, tra governo e sindacati sull'età pensionabile, una "soap opera" che va avanti ormai da troppo tempo e che a questo punto si deve chiudere.
A noi sembra che esistano tutti gli elementi per arrivare ad un accordo nel rispetto degli interessi delle parti e della compatibilità con i parametri di bilancio, cioè con le risorse versate allo Stato dai contribuenti.
E' auspicabile che sulle proposte "ultime" che il governo presenterà ci sia l'accordo dei sindacati, molte rivendicazioni dei quali sono già state accolte.
Al di là delle proposte ultime il governo non può e a nostro avviso non deve andare. Se la Cgil riterrà di proclamare uno sciopero generale, è suo diritto e avrà le sue ragioni. Uno sciopero del genere non comporta la crisi di governo, a meno che non sia provocata dal ritiro di alcune componenti della coalizione.
Si assuma ciascuno le sue responsabilità, dopo avere ben meditato sulle conseguenze politiche, ma vorrei qui dire storiche, alle quali può portare un gesto inconsulto suggerito da esclusivi interessi di partito.
Anche di questo ha parlato Veltroni a Torino incitando i sindacati a non chiudersi nella difesa pur legittima dei loro associati senza tener presenti gli interessi dei giovani e dell'intera comunità nazionale. Il sindacato è stato forte ed essenziale alla stabilità della democrazia quando ha operato nel quadro delle compatibilità nazionali, debole invece e disutile quando ha assunto le forme d'una corporazione. Sarebbe grave se oggi imboccasse questa strada che non ha né sbocco né ritorno.



N.52

3 luglio

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