Per le pensioni più basse stanziati 900 milioni di euro in autunno. Una tantum di 350 € a settembre, aumenti strutturali da gennaio. Il tavolo sulla previdenza aggiornato a settimana prossima. Archiviato il Dpef, licenziato dal Consiglio dei ministri all'unanimità, la discussione sulle pensioni resta il tema più caldo dell'agenda politica. Tra esecutivo e parti sociali, dopo gli ultimi pesanti screzi, non si parlerà più di «scalone», ovvero dell'innalzamento da 57 a 60 anni dell'età pensionabile (con 35 anni di contributi) a partire dal 2008, come previsto dalla riforma Maroni. Del superamento dello scalone - stralciato dal tavolo odierno - si tornerà a parlare con la prossima Finanziaria. E quindi dopo l'estate. Intanto però il Consiglio dei ministri «prenderà oggi decisioni importanti» anche sulle pensioni, come ha detto il premier Romano Prodi. «Ci sono ancora alcuni punti scoperti, ma il governo intende utilizzare il confronto con le parti sociali anche per i temi non ancora conclusi». Il tavolo sulle pensioni andrà avanti la prossima settimana.
UNA TANTUM - Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha illustrato le proposte del governo: per le pensioni più basse (2-3 milioni di persone) si stanzieranno 900 milioni di euro per una una tantum: l’assegno, distribuito a settembre-ottobre, potrà variare dai 300 ai 450 euro - le cifre esatte verranno definite nei prossimi giorni. Le risorse subito disponibili , ha spiegato Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, verranno distribuite a una platea potenziale compresa tra i 2 e i 3 milioni di persone.
AUMENTI STRUTTURALI - Dal 1° gennaio andranno a regime gli interventi strutturali pari a 1,3 miliardi: 700 milioni per gli ammortizzatori sociali, 200 milioni per il riscatto delle lauree e 300 milioni per la contrattazione di secondo livello. «Il governo intende dare un segnale positivo rispetto al lavoro che abbiamo fatto», ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta. «La concertazione sulla riforma previdenziale proseguirà la prossima settimana», ha aggiunto Damiano, secondo il quale il governo conferma l'impegno a stanziare 2,5 miliardi netti per realizzare misure a favore dello stato sociale e della competitività e «conferma che ulteriori risorse destinate alla previdenza potranno essere disponibili solo nella misura in cui esse saranno reperite all'interno dello stesso settore previdenziale».