La trattativa sulle pensioni non è ancora conclusa. Governo e parti sociali non hanno trovato un accordo sul superamento dello scalone Maroni, né tanto meno sui coefficienti di contribuzione. Il negoziato si era già incagliato la notte tra il 26 e il 27 giugno, quando il governo aveva proposto l'aumento dell'età a 58 anni dal 2008 sottolineando la necessità di ottenere gli stessi risparmi previsti dalla legge Maroni nel triennio successivo, o in alternativa proponendo l'introduzione automatica di un altro scalino a 62 anni. Di fronte al no della Cgil, di Cisl e Uil, le parti hanno preso atto che occorrerà più tempo per trovare l'intesa. Forse giorni, forse la prossima settimana, forse se ne parlerà addirittura a settembre. Il direttivo della Cgil, riunitosi ieri, il 27 giugno, ha chiesto al governo di riformulare una proposta di concerto con l'intera maggioranza, anche con la sinistra radicale. Di conseguenza, la riunione di questa mattina a Palazzo Chigi è servita solo a confermare alcuni punti della proposta del governo già chiariti (l'aumento delle pensioni minime, la riforma degli ammortizzatori sociali e le misure per i giovani e la competitività) che dovranno rientrare nel Dpef al varo oggi stesso. Lo scalone Maroni e i coefficienti di contribuzione sono invece stati stralciati dal tavolo.
All'incontro di oggi col governo, rappresentato, oltre che dal premier Romano Prodi, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta e dal ministro del Lavoro Cesare Damiano, c'erano la segretaria confederale della Cgil Morena Piccinini, e i leader di Cisl e Uil Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Guglielmo Epifani ha raggiunto Palazzo Chigi quando l'incontro era già iniziato.
Le proposte del governo.
E' toccato al ministro Damiano riepilogare la proposta del governo: nel 2007 destinerà tramite decreto legge 900 milioni come anticipo per la rivalutazione delle pensioni piu' basse (che finanzieranno l'una tantum da un minimo di 300 a un massimo di 450 euro). Il ministro ha poi confermato la destinazione di 1,5 miliardi per l'intera rivalutazione delle pensioni piu' basse, inteso come intervento strutturale, di cui 1,3 dal 1 gennaio 2008; 700 milioni per gli ammortizzatori sociali; 200 milioni per il riscatto delle lauree. Per quanto riguarda gli ammortizzatori, nel dettaglio l'esecutivo propone di migliorare l'indennita' ordinaria di disoccupazione (tasso di sostituzione dall'attuale 50% per i primi sei mesi fino al 60%), di aumentare l'indennita' di disoccupazione a requisiti ridotti, nonché la copertura previdenziale tramite il riconoscimento dei contributi figurativi. Cinquanta milioni di euro, una tantum, andranno alla
creazione di fondi per il credito per i giovani parasubordinati,
per il lavoro autonomo e le donne. Sul mercato del lavoro, il governo propone una piano d'azione per combattere la precarietà ponendo fine agli abusi del contratti a tempo determinato, riqualificando i servizi per l'impiego, riformando l'apprendistato e combattendo il lavoro irregolare soprattutto nell'edilizia, nell'agricoltura e nel terziario. Damiano avrebbe anche annunciato l'intenzione di stanziare 300 milioni per finanziare la contrattazione di secondo livello.
''Attendiamo una proposta complessiva da parte di tutta la maggioranza'' su tutti i temi affrontati al tavolo; ''e' necessario che la trattativa si concluda su tutti i punti''. Questo il commento di Morena Piccinini al termine dell'incontro. "Consideriamo quello di oggi - ha detto Piccinini - un avanzamento per quanto riguarda la conferma dell'impegno del governo a concludere tutti gli aspetti ancora irrisolti. E' evidente che l'impegno si riferisce in modo particolare alle pensioni basse ma la trattativa in corso coinvolge anche la rivalutazione delle minime e il recupero del potere d'acquisto. Naturalmente le tematiche di merito hanno bisogno di essere ulteriormente approfondite". I 2,5 miliardi messi in campo dal governo per le politiche sociali sono un impegno che va ''apprezzato'', secondo Piccinini, ma sul quale va anche ''rimarcato che questa cifra risponde solo a parte dei problemi ed ha bisogno di implementazione man mano che si affronteranno i problemi''. Bisognerebbe trovare ulteriori fondi per finanziare, ad esempio, la cig.
Il decreto per l'aumento delle pensioni basse rappresenta "un passo in avanti", secondo Guglielmo Epifani, mentre sul superamento dello scalone Maroni il segretario generale della Cgil invita il governo a "fare in fretta".
"Diciamo no ad accordi a prescindere da quello che c'e' scritto - sottolinea invece Luigi Angeletti -. Quelli non sono accordi ma cedimenti e come tali non hanno futuro. Ci auguriamo che il Governo modifichi la sua proposta sullo scalone. Se il Governo - prosegue il segretario generale della Uil - avesse seguito alcuni nostri buoni consigli (ad esempio separare previdenza ed assistenza) le cose sarebbero andate diversamente".
"Non abbiamo concluso la trattativa - ha ammesso Raffaele Bonanni -, ci sono innumerevoli questioni sul tappeto da tre mesi, ma abbiamo apprezzato il fatto che il governo, nonostante non sia finito il confronto, non abbia voluto rimandare ne' stabilire la propria volonta' da solo". Bonanni ha poi riferito che il governo conferma lo stanziamento per la rivalutazione delle pensioni basse: "E' importante che i periodi siano coperti da contributi figurativi come se i pensionati prendessero il 100% in busta paga. E' la prima volta", ha commentato il segretario generale della Cisl.
''Ci sono ancora alcuni punti scoperti'', ma il Governo intende utilizzare il metodo del confronto ''anche per i temi non ancora conclusi''. E' quanto ha detto detto - durante l'incontro - il premier Romano Prodi. E gli ha fatto eco Enrico Letta: "su alcune questioni la concertazione continua”.