Il dato medio di adesione dei lavoratori italiani del settore privato ai fondi (33%) nasconde comportamenti diversi, sia in relazione alla dimensione dell'azienda in cui si lavora, ma anche rispetto all'età ed al sesso.
Prima di tutto si registra una diversa attrazione dei fondi pensione tra i lavoratori che sono assunti in aziende con un numero di dipendenti maggiore di 50 e tutti gli altri.
Infatti se la media di adesione è del 33%, tra i soli dipendenti delle aziende più grandi la quota di sottoscrizioni arriva leggermente al di sotto del 50%, mentre al contrario nelle aziende più piccole solo un lavoratore su 4 è attirato dall'opportunità del TFR privato. Quindi i TFR-SCETTICI sono prevalentemente coloro i quali lavorano in aziende con meno di 50 dipendenti.
E' interessante notare che le donne sembrano maggiormente attratte dalla sottoscrizione del TFR privato rispetto agli uomini, segno che l'universo femminile si dimostra sempre "meno conservatore" di quello maschile, così come accade nei consumi e negli stili di vita.
La scelta del canale di destinazione è invece fortemente influenzata dall'età del lavoratore: gli under 35 pensano di poter rischiare di più sul lungo periodo e quindi, pur preferendo in maggioranza il fondo chiuso o negoziale, non disdegnano di aderire ai fondi aperti, cioè quelli con un maggiore rischio, ma anche un ipotetico maggior guadagno.
Anche il genere condiziona la scelta. I maschi che valutano in misura maggiore rispetto alle donne il "fattore sicurezza" hanno optato in maniera massiccia per i fondi chiusi, mentre la quota delle donne che ha sottoscritto un fondo aperto arriva al 32% a fronte del 22% degli uomini.
Pensando al futuro, non è da sottovalutare il dato che circa la metà di coloro i quali oggi hanno lasciato il TFR in azienda non esclude che nei prossimi anni potrà prendere una decisione diversa. Infatti il 55% di coloro i quali non hanno aderito ai fondi ha dichiarato che valuterà nei prossimi 1-2 anni l'effettivo rendimento di questi fondi. Pertanto per un ulteriore quota di 4 milioni di dipendenti non si tratta di una scelta definitiva ma più propriamente di "congelamento momentaneo" in attesa di essere maggiormente sicuri di una decisione definitiva.
Qualsiasi cambiamento dei comportamenti sociali ed economici non avviene mai in tempi brevi, pertanto, al di là di quella che sarà oggi la soglia di adesione al TFR privato, sarà importante verificare tra 1-2 anni quanti tra quelli che oggi hanno lasciato il TFR in azienda si saranno rivolti al mercato privato. Infatti, se il TFR integrativo parte con una stima di circa 4 milioni di lavoratori, non è impensabile ritenere che questa quota potrà raddoppiare nell'arco di 1-2 anni. Oggi ci sono circa 4 milioni di dipendenti che hanno "paura" a cambiare, ma al contempo non hanno la certezza che questo atteggiamento "conservatore" possa rendere loro beneficio.
Antonio Noto, Direttore IPR Marketing
(Cfr. tabelle allegate)
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