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il Sole 24 ore - 2 luglio 2007

Tfr in azienda, decisione rinviata

Calato il sipario sulle scelte del Tfr è tempo di bilanci. Per il 55% dei dipendenti che hanno lasciato il trattamento di fine rapporto in azienda, però, la partita non è chiusa. Per ora restano alla finestra, in attesa di valutare l'effettivo rendimento dei fondi. E in futuro potrebbero cambiare idea. Sulla base delle prime stime su una posta in gioco complessiva di 18,933 miliardi sono confluiti nella previdenza integrativa 7,763 miliardi. Di questi 6,248 miliardi di euro portati in dote da chi ha optato esplicitamente per il fondo pensione. A scegliere questa strada è stato, secondo il sondaggio realizzato da IPR Marketing pubblicato sul Sole-24 Ore di sabato 30 giugno, il 33% dei lavoratori. L'8% ha invece imboccato la via del silenzioassenso con una quota di Tfr pari a 1,515 miliardi.
All'interno del partito della previdenza integrativa il 70% ha destinato il proprio trattamento a fondi chiusi o negoziali versando complessivamente una quota stimata in 4,374 miliardi. I fondi aperti dovranno gestire invece 1,624 miliardi e 250 milioni sono stati destinati ad altri strumenti come i contratti di assicurazione con finalità previdenziale.
Vale invece 11,17 miliardi il Tfr lasciato in azienda. Una scelta — da parte del 59% dei dipendenti — dettata in alcuni casi dal timore di non tornare indietro. Tanto che uno su due non esclude di prendere una decisione diversa nei prossimi 1-2 anni. «Oggi ci sono circa 4 milioni di dipendenti che hanno paura a cambiare — spiega il direttore di IPR Marketing Antonio Noto — ma nel contempo non hanno la certezza che questo atteggiamento conservatore possa rendere loro beneficio». Il 62% di chi rinvia la decisione al futuro ha un'età compresa tra i 35 e i 54 anni, è uomo (il 69%) e lavora in un'azienda con oltre 50 dipendenti (71%). Dati da non sottovalutare, secondo Noto, «perché qualsiasi cambiamento dei comportamenti sociali ed economici non avviene mai in tempi brevi» e «non è impensabile ritenere che nell'arco di uno-due anni la quota di Tfr alla previdenza integrativa possa raddoppiare ». Non intende invece tornare sui propri passi il 40 per cento, con punte del 92% tra chi ha 55 anni e più. Qui le donne (54%) superano gli uomini (30%).

di Chiara Bussi


N.52

3 luglio

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