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Cgil, Cisl e Uil Reggio Emilia - 20 giugno 2007

A Reggio Emilia il sindacato stima le adesioni attorno al 40%.

Uno studio e una conferenza stampa: a fine anno oltre il 40% dei lavoratori avrà aderito alla previdenza complementare.
Cgil, Cisl e Uil rinnovano l’invito a fare una scelta consapevole prima della scadenza del 30 giugno.
Manca circa una settimana per decidere se lasciare il TFR in azienda o destinarlo alla previdenza integrativa. Com’è noto dopo il 30 giugno, per i dipendenti del settore privato già occupati alla data del 31/12/2006 che non abbiano ancora espresso alcuna scelta, l’azienda trasferirà il TFR maturando dal mese di Luglio 2007 alla forma pensionistica individuata dai contratti collettivi o dagli accordi aziendali. Perciò Cgil, Cisl e Uil sollecitano i lavoratori che ancora non l’abbiano fatto ad indicare la loro preferenza, affinché maturino una scelta consapevole.
Nel caso non ci fosse un fondo previdenziale, il TFR verrà trasferito a FONDINPS. I settori che non hanno ATTUALMENTE il fondo di riferimento “perché sono in via di definizione” sono: Sanità privata, Scuola privata, Agenzie di lavoro interinale, alcuni settori dello spettacolo. I dipendenti di questi settori devono esprimersi, se non vogliono che il TFR maturando vada a FONDINPS.
Cgil Cisl e Uil stimano in oltre il 40% il livello totale di adesioni ad oggi alla previdenza integrativa nelle aziende private sopra ai 50 addetti, con punte di adesione anche di oltre 70%-80% in alcune aziende.
Al di sotto delle imprese con meno di 50 addetti, invece, per diversi motivi Cgil Cisl e Uil stimano che entro la fine dell’anno la percentuale di adesioni tra i lavoratori si attesterà tra il 25% e il 30%. Ciò significa che, considerando una percentuale di circa il 5% / 10% di dipendenti silenti al 30 giugno, nella nostra Provincia con ogni probabilità oltre il 40% di lavoratori del settore privato avrà aderito al 31-12-2007 alla previdenza complementare. Per il Pubblico impiego, per il quale ricordiamo che non vale la procedura del silenzio/assenso, si è in attesa che la Commissioni di Vigilanza renda operativo il fondo degli enti locali e della sanità. Il principio del silenzio/assenso non vale neanche per le collaboratrici domestiche.
Le difficoltà maggiori nelle piccole e medie imprese non derivano da una minor presenza in tali aziende delle organizzazioni sindacali. In questi mesi infatti le parti sociali hanno potenziato la campagna informativa in particolar modo sul fondo Artifond (fondo per i dipendenti dell’artigianato). Le difficoltà derivano invece da una vera propria azione di “dissuasione” che molti datori di lavoro esercitano verso i dipendenti affinché lascino il loro TFR in azienda.
Anche banche e assicurazioni non sempre rispettano rigorosi criteri di trasparenza, e non chiariscono i vantaggi di un fondo contrattuale rispetto a fondi individuali privati.
Buona parte degli istituti di credito e dei gruppi assicurativi si rivolgono direttamente ai dipendenti per intercettare il loro TFR, trattandolo come un risparmio finanziario. In questa azione spesso si avvalgono della complicità delle aziende, che in cambio ottengono vantaggi finanziari legati alle loro attività aziendali: tali attività naturalmente non vanno a vantaggio del lavoratore iscrivendosi alla forma individuale privata.
La data del 30 Giugno 2007 per i dipendenti non è la fine del percorso: Cgil Cisl e Uil proseguiranno la campagna di informazione e assistenza per chi vorrà fare la scelta anche dopo tale data.

(Cfr. tabella allegata)

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N.52

3 luglio

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