Il leader di Confindustria lamenta l'immobilismo dell'azione di governo: "Il suo mestiere è quello di creare problemi agli imprenditori". "Le nostre proposte sono più popolari fra i lavoratori che nel sindacato. Che è sempre più il sindacato della pubblica amministrazione e dei fannulloni": con queste parole Luca Cordero di Montezemolo, ha parlato davanti alla platea degli industriali di Reggio Emilia. Il presidente di Confindustria ha attaccato il governo, responsabile a suo parere "di creare problemi agli imprenditori", e ha attribuito alle imprese il merito della ripresa economica dell'Italia, "se c'è stata". Eppure, ha constatato, "il Paese fa fatica a fare il tifo per le imprese. C'è un'inaccettabile cultura anti-industriale". Uniche parole positive sono quelle spese per Walter Veltroni: "E' una persona di qualità", osserva.
Durante il suo intervento all'assemblea generale degli industriali, Montezemolo ha lamentato l'immobilismo dell'azione di governo. "La politica, quando è debole, si occupa di intrecci. Nelle ultime ore ho pensato che sarebbe venuta fuori anche la Cia", ha commentato con una battuta
Al contrario, fa notare, "l'orgoglio di oggi" degli imprenditori "va di pari passo con l'assunzione di responsabilità di allora", afferma Montezemolo, ricordando che proprio nel 2004 la classe imprenditoriale si era posta come obiettivo il rimboccarsi le maniche "per ridare indietro al paese qualcosa, visto che avevamo ricevuto molto".
"C'è stata una grande reazione delle imprese - ha sotolineato - siamo stati concentrati, determinati, siamo andati in giro per il mondo". Poi, l'esortazione all'esecutivo: "Abbiamo bisogno di un governo che prima decida, poi cerchi il consenso, perché abbiamo un Paese bloccato".
Il "malcontento" in Italia, insiste il numero uno di Confindustria, "è più diffuso di quanto appaia, il Sud in dodici anni non è cresciuto, la pubblica amministrazione di certe regioni ha più costi di struttura che di servizi erogati ai cittadini". Da qui la sollecitazione affinché il governo si occupi "delle priorità da mettere in campo" e "non disattenda gli impegni occupandosi di intrecci".
Dopo il governo, l'attacco è per la Cdl: "Avremmo bisogno di un'opposizione che faccia meno propaganda, meno denuncia e abbia un progetto politico", dice, "gli show non ci piacciono", "aabbiamo bisogno di senso dello stato" e di "serietà".
Fra gli argomenti affrontati nel corso dell'intervento, anche quello delle riforme istituzionali e del sistema elettorale, "priorità dell'Italia": "Abbiamo un'auto vecchia e complicata, qualunque pilota con questa auto non vince. Noi non vogliamo essere tacciati per qualunquisti e sostenitori dell'antipolitica. La politica è forte quando forti sono le sue idee e mobilita le passioni. Vogliamo segni di cambiamento, ma non possono essere gli imprenditori a fare il cambiamento".