L'Istituto nazionale di statistica fotografa l'Italia elaborando dati del 2005. Unica fonte di reddito nel 27,5% di famiglie del Sud contro il 21,2% del Nord. Istat, 21.000 famiglie solo con la sociale. Domani proclamata la "Giornata di lotta dei pensionati" Cgil, Cisl e Uil.
Secondo uno studio Istat un terzo dei pensionati percepisce tra i 500 e i 1.000 euro.
La pensione di un terzo degli italiani non supera i mille euro al mese. Addirittura il 24% dei pensionati percepisce un assegno inferiore a 500 euro. E' questa la sconsolante fotografia scattata dall'Istat, l'Istituto di statistica nazionale, che ha realizzato uno studio sui pensionati elaborando dati del 2005.
Ventuno mila famiglie in Italia vivono esclusivamente sulla pensione sociale, unica fonte di reddito. Le famiglie con reddito da pensione dispongono mediamente di quasi duemila euro all'anno in meno della media nazionale.
Domani, Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato la "Giornata di lotta dei pensionati" con l'obiettivo di chiedere l'approvazione della legge sulla non autosufficienza e più fondi per le pensioni più basse. Non è difficile immaginare che lo studio dell'Istat diverrà punto di riferimento dei comizi che sono stati annunciati in tutte le piazze italiane.
Nel 2005, più del 15% del Prodotto interno lordo, 215 miliardi di euro, sono serviti per finanziare le prestazioni pensionistiche, previdenziali e assistenziali. Il numero di prestazioni è pari a 23,3 milioni, per un importo medio annuo di poco più di 9 mila euro, con un massimo per le pensioni di vecchiaia (quasi 12 mila euro) e un minimo per le pensioni di guerra (meno di 4 mila euro).
Nel Mezzogiorno è più alta la percentuale di famiglie che possono contare solo sulla pensione come unica fonte di reddito (27,5% contro il 21,2% del Nord e il 19,4% del centro). Sempre secondo i dati Istat nelle regioni settentrionali si concentra la maggior parte delle prestazioni previdenziali (48% del totale) e della spesa erogata (51%); nel Mezzogiorno le pensioni erogate sono il 31%, la spesa il 27%.