Clima più disteso tra sindacati e governo.
Forse una giornata di pacificazione, alla voce "pensioni", tra sindacati e governo. Il lungo incontro tenutosi questa mattina, 15 maggio, tra i leader di Cgil-Cisl-Uil e Romano Prodi ha aperto spiragli di distensione poi confermati, nel pomeriggio, dal faccia a faccia con Piero Fassino e Francesco Rutelli. In mezzo, Epifani Bonanni e Angeletti hanno partecipato alla manifestazione romana dei pensionati, sostenendone le richieste di rivalutazione delle pensioni e per una legge sulla non autosufficienza. Tuttavia resta, nei sindacati, la preoccupazione per i tempi lunghi della trattativa: il prossimo incontro col governo si terrà a fine maggio, dopo le elezioni amministrative, mentre non passa giorno senza che spuntino nuove ipotesi su come l'esecutivo intenderebbe affrontare la questione dello scalone Maroni, dei coefficienti di contribuzione e delle risorse per il welfare.
Ad ogni modo il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, ha definito "utile" il confronto con Piero Fassino e Francesco Rutelli sulla riforma delle pensioni. "Li abbiamo avvertiti delle difficolta' che ci sono - ha spiegato Epifani -. Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni sullo stato del confronto con il governo e abbiamo illustrato le priorita': i contratti pubblici, l'aumento delle pensioni e la manutenzione della riforma previdenziale, con tutti i rischi che questa presenta".
Per Luigi Angeletti l'Ulivo ha capito le ragioni dei sindacati sulla riforma del sistema previdenziale, ma la vera ''cartina di tornasole'' sull'atteggiamento del governo si vedra' domani nell'incontro sul rinnovo del contratto dei ministeriali previsto per il pomeriggio all'Aran. "E' presto per vedere se c'e' un cambiamento - ha spiegato Angeletti - perche' i rappresentanti dei partiti non fanno le trattative". "Abbiamo spiegato dettagliatamente le nostre posizioni- dice- e Fassino e Rutelli hanno capito le nostre argomentazioni. Non pretendevamo risposte".
Più sbilanciato Raffaele Bonanni: "C'e' un'apertura, un appoggio esplicito. Bisogna stringere, fare presto e mi pare che ci sia molta attenzione". Spiega il segretario della Cisl: "Auspichiamo che si arrivi con chiarezza a una soluzione rapida, non c'e' ostilita' ma comprensione- spiega- bisogna sempre sperare e raccordare queste volonta' per una forza vera in grado di cambiare".
In mattinata l'incontro con Prodi. Si è svolto stamani, intorno alle 8, un incontro informale tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Il colloquio e' durato circa due ore, gli argomenti sono stati il contratto degli statali e la riforma delle pensioni. Secondo quanto riferisce l'Apcom, l'incontro, che non si è svolto a Palazzo Chigi, avrebbe determinato un clima più disteso tra le parti sugli argomenti oggetto della concertazione. "Spero che la maggioranza sia come Prodi", ha spiegato Bonanni senza scendere nei dettagli. Epifani, invece, ha preferito non commentare. Mentre Angeletti ha osservato che "il clima è una cosa importante, ma non risolutivo. Sono i fatti a essere risolutivi. Quello che conta - ha aggiunto - è che ci sia un risultato. E' bene stare tranquilli e aspettare".
L'incontro si sarebbe svolto nella sede dell'Arel, l'agenzia di ricerche e legislazione fondata da Nino Andreatta. Secondo quanto riferisce l'Ansa, alla riunione avrebbe partecipato anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, segretario generale della stessa associazione.
Prodi: accordo prima del Dpef
''Il Presidente del Consiglio Romano Prodi - si legge in una nota di Palazzo Chigi - ha incontrato oggi i vertici dei sindacati confederali. Nel corso del colloquio si e' discusso delle questioni relative al rinnovo del contratto del pubblico impiego e dello stato di avanzamento del confronto sui temi del welfare''. ''Il Presidente Prodi - prosegue il comunicato - ha sottolineato la priorita' per il Governo dell'applicazione del memorandum d'intesa, con le riforme in esso contenute''. ''Il Presidente del Consiglio - si conclude - ha ribadito l'intenzione del Governo di giungere nel piu' breve tempo possibile ad un accordo complessivo e comunque prima della definizione del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria che tenga conto, nell'ottica della concertazione, del riequilibrio di lungo periodo dei conti pubblici e della compatibilita' con i parametri stabiliti dalla Commissione Europea''.