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Corriere Economia - 5 marzo 2007

Baby Bond, l'anti-Tfr

Nel dibattito internazionale sulla riforma del welfare si parla spesso di nuove politiche di “investimento sociale”, volte a favorire il capitale umano e l'occupabilità. Queste politiche dovrebbero riguardare soprattutto i giovani, allargando le loro opportunità e le loro capacita effettive di scelta. Buoni asili, buone scuole, borse di studio: queste le forme più tradizionali e collaudate di investimento sociale.
In alcuni paesi si sta però sperimentando uno strumento nuovo, di cui si è già discusso anche in Italia: la “dote di
Capitale” per tutti i bambini, utilizzabile a partire dalla maggiore età. L'idea è quella di mettere ogni giovane adulto
nelle condizioni di uscire dalla famiglia e di iniziare un percorso formativo o lavorativo autonomo.
Una sorta di “liquidazione” all’'inizio della vita adulta, quando si devono fare le prime scelte importanti, piuttosto che al momento del ritiro dal lavoro, come è avvenuto finora nel nostro paese con il Tfr. Per capire come funziona in pratica questo strumento vale la pena di illustrare l'esperienza inglese. Nel 2003 il governo Blair decise di versare a ciascun neonato, tramite appositi conti bancari esenti da imposte, una somma pari a 350 euro.
Seguendo il principio dell'universalismo progressivo i bambini nati in famiglie a basso reddito (circa i1 40% del totale) avrebbero ricevuto una somma doppia, ossia 700 euro. Il nuovo schema è decollato nel 2005, con il nome di ChiId Trust Fund e ha riguardato tutti i bambini nati a partire dal settembre 2002. 1 genitori possono integrare il deposito tramite versamenti fino a 1.700 euro annui, con agevolazioni fiscali. Dal canto suo lo stato si è impegnato ad effettuare un secondo versamento al compimento del settimo anno d'età. Il deposito è vincolato: niente prelievi. A diciotto anni, ciascun giovane potrà ritirare la “dote” e fame ciò che desidera. Prendiamo il caso di un bambino che riceve dallo stato l'importo massimo: se i suoi genitori e parenti integrano tale importo con versamenti annuali di 800 euro, a diciotto anni il giovane può disporre di una somma di circa 20.000 euro (compresi gli interessi cumulativi).
Schemi simili a quello inglese sono stati introdotti anche in Canada, in Ungheria e a Singapore. Al Congresso degli Stati
Uniti è stato recentemente depositato un progetto bipartisan per l'istituzione dei Kids Accounts. Anche in questo caso
lo stato dovrebbe versare una somma di 500 dollari per ogni bambino, raddoppiati in caso di famiglie a basso reddito.
A differenza dello schema inglese, tuttavia, il capitale accumulato potrà essere speso solo per certi scopi (ad esempio il college o la casa). Inoltre a partire dai trent'anni gli adulti con redditi al di sopra di una certa soglia sarebbero tenuti a rimborsare lo stato per l'importo ricevuto. L'idea della “dote di capitale” sta prendendo piede in molti altri paesi. Julian Le Grand, un economista inglese consulente di Gordon Brown, ha lanciato la proposta di uno schema del genere a livello europeo, direttamente finanziato dal bilancio UE non costerebbe molto e sarebbe un modo per dare concretezza d a dimensione sociale dell’Europa.
Le Grand ha tenuto un seminario per Barroso e la sua idea è ora oggetto di approfondimento in seno alla Commissione.
Va da se che gli schemi basati sulla dotazione di capitale sono solo uno degli strumenti per sostenere i minori e promuovere le loro opportunità In Inghilterra il Child Trust Fund si e aggiunto alla rete di trasferimenti e servizi già esistenti.
Il governo Blair ha anzi considerevolmente rafforzato questa rete: sono stati aumentati gli assegni familiari (che in Inghilterra spettano a tutti i minori, quale che sia la posizione lavorativa dei genitori), sono state introdotte apposite integrazioni monetarie per le famiglie numerose a basso reddito, è stato varato un programma straordinario per l'assistenza d'infanzia (nidi, scuole materne, servizi di counseling). Come si ricorderà, l'idea di sperimentare anche in Italia uno schema di “baby-bond” fu lanciata un paio di anni fa dalla Margherita ed è stata poi inclusa nel programma dell'unione.
Nel Rapporto nazionale sulle strategie per la protezione sociale e l'inclusione presentato recentemente all'Ue si dice che la dotazione di capitale per i giovani e ora allo studio del governo italiano, insieme ad una vasta gamma di misure a favore delle famiglie con figli e alla formazione dei giovani. Speriamo di conoscere presto i risultati di questo studio e le proposte concrete che ne possono scaturire.
di Maurizio Ferrera

N.33

7 marzo

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