Nel corso della conferenza stampa che segue l'inaugurazione dell'anno giudiziario, il presidente della Corte dei Conti, Francesco Staderini ha affermato che il sistema pensionistico italiano .rischia di non essere più sostenibile)). In realtà il
nostro sistema previdenziale è stato già radicalmente riformato negli anni Novanta del secolo scorso: il processo, tuttavia, deve essere completato e migliorato, specie in direzione di un rafforzamento delle tutele previdenziali per i giovani.
Per quanto riguarda la stabilità finanziaria, è già previsto un adeguamento dei coefficienti di riconversione all'incremento della vita media non considerabile però nell'ottica dei risparmi immediati poiché i suoi effetti si manifesteranno solo
molto avanti nel tempo.
Per quanto riguarda l'atteso nuovo incremento di spesa dovuto al pensionamento della generazione dei (babyboomers) - a cui si riferisce la Corte dei Conti quando stima che, senza interventi, nel 2038 il costo delle pensioni aumenterà del 2% - si potrebbe porre rimedio con la creazione di un vero e proprio ((fondo di riserva)). D'altra parte l'entità della spesa pensionistica italiana, nel confronto con la media europea, risulta ridimensionata quando si realizzano le opportune correzioni statistiche: in Francia, a esempio la spesa per disoccupazione non è inserita nell'aggregato previdenziale.
Al contrario, l'età di pensionamento in Italia non è molto più bassa rispetto a Germania, Spagna e Regno Unito.
Ciò non toglie che la transizione demografica in corso consigli di aumentare l'età lavorativa mediante strategie di (invecchiamento attivo). Nel mercato del lavoro, flessibilità ed equità sono le condizioni che vanno maggiormente potenziate nell'importante processo riformatore iniziato negli anni Novanta con gli interventi del 1992 e la legge 335 del 1995, modello originale che ha mantenuto in vita il sistema a ripartizione innovandolo profondamente. La flessibilità, quando non si traduce in precarietà per il lavoratore, produce maggiori opportunità di trovare un impiego, di sviluppare competenze diversificate e di ottenere in prospettiva una collocazione più soddisfacente.
In questo quadro l'attuale mercato del lavoro è in profonda trasformazione, mostrando le evidenti difficoltà di ingresso
per i giovani e le connesse precarietà.
Si tratta, infatti, di non disperdere il patrimonio di risorse già presenti nei giovani e, al tempo stesso, di scongelare quello potenziale detenuto dalle donne e dagli adulti maturi, aumentandone non solo i tassi di attività ma anche quelli di occupazione. In caso contrario l'incremento dei tassi di attività potrebbe semplicemente mascherare un aumento dei tassi di disoccupazione.