Cgil nazionale - 29 giugno 2006

Com'è andato l'incontro? La nota ufficiale della Cgil

Nella mattinata di oggi si è svolto il previsto incontro con il Governo per discutere della manovra di aggiustamento dei conti pubblici 2006 e delle linee del DPEF 2007-2010. L’incontro è stato aperto dall’intervento del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, che dopo aver affermato che le svolte economiche si fanno con la concertazione, ha ribadito i tre pilastri a cui il Governo intende ancorarsi per le sue politiche: risanamento, equità e sviluppo. Ha inoltre confermato la volontà di ridurre di cinque punti il cuneo fiscale per dare un impulso allo sviluppo, cogliendo l’attuale fase di espansione dell’economia internazionale. Il ministro dell’Economia e delle Finanze Padoa-Schioppa, ha poi illustrato le linee generali di politica economica che il Governo intende seguire, ribadendo la necessità di affrontare i problemi strutturali della bassa crescita della nostra economia e lo squilibrio dei conti pubblici. Il Ministro ha sostenuto che il 2005 ha chiuso con una situazione della finanza pubblica peggiore di quella del 1992 e che la correzione di 0,8 punti di Pil del bilancio 2006, decisa dall’ultima Finanziaria del governo Berlusconi, fino ad ora non ha prodotto nessun risultato di contenimento e che perciò occorre una manovra correttiva. Il ministro dell’Economia ha quindi annunciato che, a breve sarà decisa, per decreto legge, una manovra di aggiustamento a carattere strutturale per circa 0,5 punti di Pil, correzione che non interesserà nessun comparto sensibile (enti territoriali, sanità, pensioni, pubblico impiego), su questi si interverrà con la prossima Legge Finanziaria. Il ministro Padoa-Schioppa è poi passato ad illustrare gli orientamenti generali a cui si ispirerà il DPEF, precisando che è ancora prematura una quantificazione di dettaglio, perché non è stata completata la verifica dei tendenziali di spesa. L’ordine di grandezza è, in linea di massima, stimabile in 2 punti di Pil di correzione per rientrare sotto il tetto del 3 per cento ed 1 punto di Pil per le misure per lo sviluppo. (Su questo tema è poi intervenuto il ministro Bersani, che ha annunciato un’operazione verità in materia di infrastrutture, la riconsiderazione della politica industriale e novità in campo energetico e sul Mezzogiorno). Quanto ai tempi di realizzazione di tale manovra, il ministro dell’Economia ha precisato che è possibile, previa autorizzazione della UE, portare a termine la correzione anche nel 2008, ma con due vincoli insormontabili: 1) che tutte le misure necessarie per rientrare nei parametri del Patto di Stabilità devono essere decise nel 2007 (anche se alcuni effetti potranno iniziare nel 2008); 2) che deve trattarsi di misure correttive a carattere strutturale (i proventi dall’evasione potranno cioè, essere presi in considerazione soltanto a consuntivo, cioè quando il contrasto all’evasione avrà prodotto frutti concreti). Padoa-Schioppa ha altresì precisato che il prossimo DPEF traguarderà un orizzonte di cinque anni con l’obiettivo di realizzare al quinto anno una crescita del 2 per cento, un avanzo primario del 3-3,5 per cento, un debito sotto il 100 per cento del Pil e la riqualificazione dell’intero bilancio pubblico. Il ministro dell’Economia, dopo aver ribadito la centralità che assume per il governo la lotta all’evasione fiscale (tema su cui successivamente è intervenuto il vice ministro Visco, che si è soffermato sulla lotta all’evasione IVA e sulla necessità di incisive misure di contrasto ad ogni tipo di evasione per tenere la pressione fiscale al livello 2001), ha confermato comunque la necessità di intervenire sui quattro principali capitoli che rappresentano la quasi totalità del bilancio pubblico: 1) enti territoriali; 2) la sanità; 3) pensioni; 4) pubblico impiego. Su nessuno di questi capitoli il Governo ha indicato quantificazioni o misure di dettaglio, tenuto conto che queste dovranno scaturire proprio dalla concertazione. Il confronto di merito si avvierà, con appositi Tavoli di approfondimento, subito dopo l’approvazione del DPEF e si concluderà nel mese di settembre, con il confronto sulla Finanziaria. Il Segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, nel suo intervento ha condiviso la correttezza dell’analisi fatta dal ministro dell’Economia sulla gravità della situazione ereditata dal un governo che non è riuscito a rilanciare lo sviluppo economico e, contemporaneamente, ha aumentato la spesa. Epifani ha però espresso forti preoccupazioni per la rilevante dimensione della manovra di finanza pubblica che, dovendo porre rimedio a cinque anni di gestione sbagliata della spesa pubblica, rischia, anche per la sua ristretta tempistica, di avere un impatto molto pesante sui cittadini. Il Segretario generale della Cgil ha infine affermato che seri problemi si presenteranno quando si entrerà nel vivo delle misure da adottare. Beniamino Lapadula