I ministri del Lavoro, Roberto Maroni, e dell'Economia, Giulio Tremonti, hanno firmato ieri il decreto interministeriale ceh mette ordine sulle competenze delle Autorità di vigilanza in materia previdenziale. Dal 1° gennaio 2008 la Covip assumerà l'incarico per una pluralità di strumenti previdenziali: i fondi pensione aperti (oggi sottoposti alla vigilanza della Consob), i fondi pensione preesistenti la riforma Dini del '93 (oggi vigilati da Banca d'Italia) e le forme individuali previdenziali detti anche Fip o Pip, ora sottoposti al controllo dell'Isvap (l'Autorità delle Assicurazioni), che a lungo ha contestato a Covip la vigilanza su questi strumenti.
Il decreto interministeriale conferisce alla Covipil compito di "approvare i regolamenti delle forme pensionistiche individuali (...) attuati mediante contratti di ramo I e ramo III". Assegnando, dunque, all'Authority guidata da Luigi Scimia il compito di vigilanza sul prodotto previdenziale (compreso il controllo in materia di portabilità, informazioni, condizioni e trasparenza dei costi). ALl'Isvap viene cxonfermato il compito di vigilare sulla sana e prudente gestione delle compagnie assicurative, che di questi prodotti sono emittenti e distributori.
Il conflitto di attribuzioni era nato dalla sovrapposizione tra quanto previsto dalla cosidetta riforma Maroni (il decreto legislativo 252/05), che conferisce a Covip la preminenza in materia di previdenza complementare e quanto stabilito pochi giorni dopo la legge sul risparmio (L. 362/05 in particolare l'Art. 25, c. 3) che invece rimette in gioco l'Isvap. Una mossa fino a un certo punto sorprendente: non è mai stato un mistero che il mondo assicurativo, con l'Ania in prima fila oltre all'Isvap, reclamasse l'attribuzione della vigilanza sui propri strumenti all'Authority che dal 12 agosto 1982 ha esercitato la supervisione sulle polizze.
Più volte intrecciate tra loro, le riforme del risparmio e della previdenza - durante la loro gestazione - hanno sovrapposto i criteri di attribuzione delle competenze delle Authority di vigilanza. Un "pasticcio" cui ha contribuito, tra l'altro, l'emotività provocata dalle inchieste giudiziarie su alcuni soggetti del sistema bancario, toccando lo stesso vertice di Bankitalia, fino alle dimissioni del Governatore, Antonio Fazio.
Alla firma del decreto interministeriale si è arrivati dopo un lungo lavoro che ha visto in prima fila Alberto Brambilla, sottosegretario al Welfare, nel ruolo di difensore della riforma Maroni: il testo emanato da quest'ultimo ha stazionato su diverse scrivanie di via XX Settembre, prima di ottenere l'approvazione definitiva da parte di Tremonti.
Il documento varato ieri era particolarmente atteso - tra gli altri - dallo stesso presidente di Covip Scimia, per dare al mercato della previdenza complementare gli schemi operativi da rispettare, attesi entro la metà di giugno.
"La mia valutazione sul decreto interministeriale - dice SAcimia - è estremamente positiva: il dettaglio è preciso sui compiti della Covip, anche quello che esclude la Consob dalla vigilanza sui prospetti informativi dei fondi pensione aperti dal 1° gennaio del 2008. Cin questa direttiva - aggiunge - è confermato il ruolo di Covip come "sportello unico della previdenza", che le assegna la riforma e che ha come obiettivo la confrontabilità degli strumenti di previdenza".