In questi mesi abbiamo lavorato su un progetto della CGIL Lombardia relativo ai temi della Previdenza Complementare e del TFR. A partire dal pessimo decreto che rinvia di due anni l’avvio della campagna di adesione ai fondi, segno del cedimento del Governo alle pressioni delle lobbyes degli assicuratori.
In particolare i punti più critici riguardano:
· Fisco. Non può esseri un doppio regime che viola i principi costituzionali di eguaglianza e rischia di minare il primo pilastro
· Riscatti: l’idea “ora o mai più” e le costrizioni esplicite e implicite al riscatto del TFR sono state considerate inaccettabili dalla CGIL
· Compensazioni economiche per le imprese e fiscalizzazione degli oneri impropri con forti critiche di Confindustria ma anche di CGIL CISL e UIL
· Lavoratori Pubblici, per cui non può esserci silenzio-assenso dovendo esplicitare il passaggio dai TFS ai TFR e poi eventualmente aderendo ai fondi
Ovviamente per noi questa campagna è innanzitutto una campagna per la difesa e il rafforzamento della previdenza pubblica, il primo pilastro.
In particolare in questi mesi abbiamo ribadito i giudizi negativi del sindacato e della CGIL e ribadita la necessità di insistere nel lavoro unitario di contrasto alla controriforma delle pensioni, con gli scioperi e con proposte unitarie in vista della scadenza del 2008, per la difesa e riqualificazione della previdenza pubblica e del rilancio di quella complementare. Si è discusso anche della mancata (2005) verifica decennale sulla Riforma Dini e sulla necessità di affrontare l'insieme delle questioni relative alla previdenza a partire dal problema, inedito nelle sue dimensioni e qualità, dei lavoratori atipici, che sommano in modo insostenibile precarietà lavorativa e contributiva e tassi di sostituzione inaccettabili. Materia per il confronto con il nuovo (speriamo diverso) governo,
Pensiamo di "usare" questo periodo di due anni anche per :
- proporre noi alla COVIP dei criteri generali di comparabilità e trasparenza (gruppo di lavoro, con i Fondi, possibilmente unitario)
- estendere la copertura a tutti i lavoratori di una forma di pensione complementare
- ragionare sulle coperture e le estensioni dei fondi
- aggiornare gli statuti dei fondi alle novità
- verificare modalità di funzionamento, costi, investimento dei Fondi
- rafforzare Assifondi a partire dall'utile lavoro di pressione delle 23 parti sociali e fonti istitutive
- lavorare per rafforzare gli strumenti contrattuali (gruppo di lavoro, documento, confronto con le categorie)
- insistere, con uno specifico gruppo di lavoro giuridico, sul tema del riscatto
- approfondire le ipotesi sulla parte fiscale
Il progetto comunicazione
Dopo il seminario di aprile abbiamo deciso di proseguire il lavoro sindacale costituendo un Gruppo di Lavoro che coordinerà la campagna di comunicazione e informazione sulla Previdenza Complementare in Lombardia. Pensiamo di organizzare i lavori per avere, una serie di ricerche, materiali, competenze, in vista dell’intensa campagna relativa al TFR e ai Fondi.
Il Gruppo costituito dalla CGIL Lombardia, dai compagni e dalle compagne nelle Assemblee dei Fondi Complementari, dai responsabili previdenza delle Categorie, delle SPI, dell’INCA e delle Camere del Lavoro, si coordina con la CGIL nazionale e si avvarrà di competenze specifiche in campo comunicativo.
Pensiamo ad una campagna della CGIL di richiesta di adesione ai fondi, capace di aggiornare la percezione critica sulla controriforma Berlusconi e l’attacco al sistema pensionistico pubblico, l’equiparazione dei due pilastri complementari, la proposta del Fondo Regionale,voluto da Maroni e Formigoni. Una campagna che non potrà appiattirsi su quella dei fondi contrattuali, anche se dovrà, ovviamente, tenerne conto.
Le ipotesi su cui lavoriamo partono da due esigenze parallele:
1. Una campagna di informazione e comunicazione sui luoghi di lavoro, coinvolgendo le Categorie e i Fondi Chiusi
2. Una campagna “generale” sul TFR e la previdenza complementare
In linea di massima riteniamo più semplice programmare la prima, legata alle specifiche condizioni dei Fondi Chiusi (dove ci sono); mentre più complessa la seconda, che peraltro, in assenza dei fondi contrattuali e con le pericolose premesse del decreto impone di attendere il testo definitivo della COVIP
La prima prevede:
· un manuale con una premessa generale, l’impostazione CGIL di difesa del ruolo della pensione pubblica e 1-2 pagine per ogni fondo, da distribuire ai quadri e militanti della CGIL che gestiscono il rapporto con i lavoratori e i cittadini (INCA, Vertenze, Pensionati, CAAF) con informazioni minime standard e indirizzi utili
· Un programma di formazione per delegati e dirigenti sindacali che terranno le assemblee (da concordare con le Categorie e le Camere del Lavoro) Slides, Presentazione Power Point
· Le assemblee (aiutando a coprirne alcune se richiesto, dalle Categorie e Camere del Lavoro)
Oltre al manuale prevediamo materiale specifico, riferito ai singoli fondi e alle singole categorie e un format per i giornalini delle categorie, dei coordinamenti sindacali, pagine web dedicate
La seconda:
· un format per i giornalini dei pensionati e per i siti cgil
· una campagna stampa dedicata (tipo i pomodori dell’INCA)
· l’uso di radio e tv (spot)
· una lettera agli iscritti attivi della CGIL (con una parte specifica sulla loro categoria e il loro fondo)
· un volantino/pieghevole per la distribuzione di massa
In sostanza pensiamo ad un “cappello” grafica/logo che dia l’idea della campagna e regga i sei mesi di comunicazione;
al coordinamento con le categorie e le camere del lavoro per evitare doppioni;
al coordinamento con la campagna nazionale di informazione.
Diventa decisivo capire l’entità delle risorse che riusciremo a dedicare a questa campagna direttamente e come insieme dell’organizzazione (categorie, CdL, servizi, ecc.)
Banca dati. Archiviare e analizzare il materiale già prodotto da Categorie, Camere del Lavoro: volantini, giornalini, pagine web. Abbiamo intanto organizzato il 28 giugno un seminario che ha messo a confronto il materiale prodotto dalle esperienze dei singoli Fondi Complementari, coinvolgendo i Responsabili della Comunicazione dei singoli Fondi; di due compagni della consulta nazionale CGIL; del responsabile della Cgil nazionale
Attivo. Abbiamo organizzato l’attivo regionale dei delegati con Morena Piccinini e stimolato gli attivi di Categoria e Camere del Lavoro. Dopo il Congresso riuniremo il Gruppo di Lavoro e faremo partire le varie fasi del progetto.
Fondo Regionale. Dopo l’esperienza della scorsa legislatura conviene a noi porre esplicitamente questo tema in modo esplicitamente critico e offrire alle forze politiche e sociali un punto di vista che a livello nazionale è abbastanza unitario, in Lombardia registra purtroppo una divisione consistente. Pensiamo ad un convegno con i Fondi Contrattuali, alcune esperienze regionali significative e la CGIL nazionale.
Il merito delle perplessità che avevamo sollevato, e continuiamo a sollevare, riguarda i seguenti punti:
· Per i lavoratori atipici il primo problema da risolvere riguarda il primo pilastro: la previdenza pubblica. E quindi il problema delle totalizzazioni e delle prestazioni, previdenziali e sociali. Il fondo complementare non deve essere sostitutivo;
· D'altra parte i sindacati di categoria stanno chiedendo l'avvio del fondo complementare al tavolo nazionale del Contratto Nazionale per i lavoratori pubblici, compresi quelli della Regione;
· Che siamo contrari, anche per questa ragione, all'istituzione di Fondi Regionali;
· Che esiste una proposta della Giunta che ipotizza un Fondo Regionale per i loro dipendenti da estendere in un secondo momento ai dipendenti degli altri Enti Locali in Lombardia e poi agli altri dipendenti pubblici lombardi. A quel punto potrebbe essere esteso ai lavoratori parasubordinati, a quelli delle aziende artigiane e piccolissime (dove se c'è il fondo le imprese si oppongono, boicottandone le procedure, all'adesione da parte di quei lavoratori che potrebbero godere di quei diritti);
· Che nonostante l'ART. 1 della Legge 30 dichiari espressamente che quelle forme di lavoro, da noi peraltro contrastate, non possano essere applicate ai dipendenti pubblici assistiamo alla diffusione del loro utilizzo attraverso continui fenomeni di decentramento, appalto, privatizzazione. Gli Enti Locali e la Regione sono tra gli attori che causano un aumento della precarietà, a causa del blocco delle assunzioni, dei processi di outsourcing, al taglio dei trasferimenti imposto dalle Finanziarie del Governo Berlusconi e di scelte politiche sbagliate che vanno contrastate.