CGIL Lombardia

Insistiamo anche noi: non siamo d'accordo

Già nella scorsa legislatura avevamo criticato la proposta dei DS e dell'Associazione Al Sole, intervenendo al loro convegno del 15 gennaio 2005. Prima del Convegno avevamo già avuto un incontro con l'Associazione Alsole e il Gruppo dei DS in Regione, conclusosi in modo un pò burrascoso... (alleghiamo il testo della lettera inviata al Gruppo il 23 dicembre 2004) CGIL Lombardia Dipartimento Politiche Sociali a Giuseppe Benigni e p.c. Pierangelo Ferrari Oggetto: Fondo di Previdenza Integrativa dedicato ai lavoratori atipici Caro Benigni, dopo l'incontro promosso dall'Associazione AlSole tra la CGIL Lombardia e il Gruppo dei DS in Regione sulla proposta di un Fondo di Previdenza Integrativa dedicato ai lavoratori atipici, ci eravamo lasciati con l'impegno di sospendere l'ipotesi di una proposta di legge immediata e di promuovere un Seminario per approfondire quelle tematiche, coinvolgendo le strutture nazionali e, per quanto ci riguarda, la compagna Morena Piccinini, Segretaria Nazionale e responsabile della Previdenza della CGIL. Noi abbiamo discusso con lei delle ipotesi emerse in quell'incontro e raccolto la sua disponibilità ad un confronto che ti confermiamo, per ipotizzarlo a gennaio del 2005. Voi avete presentato alla stampa una proposta, contenuta nel pacchetto delle proposte rivolte ai lavoratori atipici, proposte peraltro (accesso al credito e mutuo per la casa) condivisibili e comunque non oggetto dell'incontro citato. Siamo venuti a conoscenza della proposta casualmente, durante un incontro sulla casa, mettendo gli occhi sulle cartellette rimaste sul tavolo delle riunioni. Risulta chiaramente che quel tema farà parte di una campagna di massa, anche in vista delle elezioni, che coinvolgerà le strutture dei DS e della Sinistra Giovanile. Il merito delle perplessità che avevamo sollevato, e continuiamo a sollevare, riguarda i seguenti punti: · Per i lavoratori atipici il primo problema da risolvere riguarda il primo pilastro: la previdenza pubblica. E quindi il problema delle totalizzazioni e delle prestazioni, previdenziali e sociali. Il fondo complementare non deve essere sostitutivo; · D'altra parte i sindacati di categoria stanno chiedendo l'avvio del fondo complementare al tavolo nazionale del Contratto Nazionale per i lavoratori pubblici, compresi quelli della Regione; · Che siamo contrari, anche per questa ragione, all'istituzione di Fondi Regionali; · Che esiste una proposta della Giunta che ipotizza un Fondo Regionale per i loro dipendenti da estendere in un secondo momento ai dipendenti degli altri Enti Locali in Lombardia e poi agli altri dipendenti pubblici lombardi. A quel punto potrebbe essere esteso ai lavoratori parasubordinati, a quelli delle aziende artigiane e piccolissime (dove se c'è il fondo le imprese si oppongono, boicottandone le procedure, all'adesione da parte di quei lavoratori che potrebbero godere di quei diritti); · Che nonostante l'ART. 1 della Legge 30 dichiari espressamente che quelle forme di lavoro, da noi peraltro contrastate, non possano essere applicate ai dipendenti pubblici assistiamo alla diffusione del loro utilizzo attraverso continui fenomeni di decentramento, appalto, privatizzazione. Gli Enti Locali e la Regione sono tra gli attori che causano un aumento della precarietà, a causa del blocco delle assunzioni e il taglio dei trasferimenti imposto dalle Finanziarie del Governo Berlusconi e di scelte politiche sbagliate che vanno contrastate. La proposta dell'Associazione AlSole, non risolve, come ovvio, quelle preoccupazioni e pensiamo sia utile provare invece a ragionare ripartendo dalla necessità di definire una data utile per il confronto nei termini a suo tempo concordati.