UN FONDO PENSIONISTICO INTEGRATIVO REGIONALE IN LOMBARDIA, È LA PROPOSTA DEI DEMOCRATICI DI SINISTRA
Oriani(Ds): Un pensionato su tre ha meno di 500 euro al mese
Un pensionato su tre in Lombardia percepisce non più di 500 euro al mese, pur avendo pagato i contributi previdenziali, arrivando a percepire con il passare del tempo una pensione pari a circa il 50% dello stipendio anche dopo 40 anni di contributi. Addirittura più fosca è la situazione per i giovani, che se non attivano anche la previdenza complementare sono destinati a pensioni largamente insufficienti.
Sono passati infatti 12 anni dalla riforma delle pensioni e la maggior parte dei giovani lavoratori non è entrato in alcun fondo previdenziale, cioè nel cosiddetto secondo pilastro che costituisce parte fondamentale del loro futuro pensionistico. Anche perché la maggior parte di loro lavora in piccole o piccolissime aziende o svolge lavori precari, che non rientrano nei cosiddetti fondi negoziali. Stiamo parlando di oltre un milione di lavoratori e lavoratrici in regione Lombardia, ai quali è urgente dare una risposta per evitare un futuro di povertà.
Per questo i Democratici di Sinistra propongono che la regione Lombardia si doti di un legge per l’introduzione della previdenza complementare come è previsto dal decreto legislativo 252 del 2005, seguendo l’esempio del Trentino Alto Adige. La proposta è in particolare rivolta ai lavoratori precari, a chi lavora in aziende al di sotto dei 15 dipendenti, al lavoro autonomo e artigiano.
“La Lombardia sconta un ritardo su questi temi – dichiara Ardemia Oriani, consigliera regionale Ds - e la previdenza complementare non è prevista nel programma della Giunta regionale. Chiediamo che si apra il confronto con le parti sociali e che si avvii con la maggioranza un dialogo aperto e costruttivo per istituire un fondo regionale intersettoriale nell’interesse di lavoratori che vedono messo a rischio la propria vita dopo la fase lavorativa. Abbiamo un scadenza che non possiamo mancare: è il primo gennaio 2008, quando è previsto il passaggio del Tfr ai fondi pensione attraverso il meccanismo del silenzio assenso. Per quella data i lavoratori devono poter aderire ai fondi previdenziali. È una battaglia di civiltà a cui la regione non può sottrarsi. Non si possono escludere un milione di giovani lombardi dal poter utilizzare la previdenza complementare”.
I Ds in Regione accolgono in questo modo una proposta che è stata avanzata dal senatore Antonio Pizzinato e dall’associazione ALSOLE, di cui è tra i fondatori, presentata ieri in Consiglio regionale con un libro sullo stato della previdenza integrativa in Lombardia e in Italia.
“In Parlamento abbiamo fatto nella scorsa legislatura un battaglia perché fosse riconosciuta alle regioni la possibilità di legiferare sulle forme pensionistiche complementari – dichiara Pizzinato -. Ora è tempo che le forze politiche e le associazioni del lavoro si mettano attorno a un tavolo per affrontare la questione. Considero molto importante il consenso trasversale che è stato dimostrato a questa proposta, e in particolare anche dalla Pastorale del Lavoro della Arcidiocesi di Milano”.
Milano, 21 marzo 2006