Tfr poste. Sono Rosario Ruggiero, attivista sindacale cgil di Poste Spa. in merito alla nostra situazione, valgono le stesse regole dei privati, riguardo il tfr?
Cosa succede nel caso che da gennaio, inizio del quesito aderire o meno ai fondi, non pronunciarsi, cioè il silenzio assenso, a favore di quale situazione, fondi o inps?
grazie
La risposta:
Sicuramente valgono le stesse regole, entro fine anno il fondo (oltre all'azienda) informerà tutti i lavoratori e le lavoratrice sulle novità della legge 252/05.
Dal 1 gennaio 2007 si dovrà scegliere in forma esplicita altrimenti dopo sei mesi avverrà l'adesione con il sistema del silenzio/assenso.
1) Con la riforma si può scegliere di trasferire l'intero tfr al fondo contrattuale FONDOPOSTE, i vantaggi dell'adesione riguardano l'accantonamento del risparmio a fini previdenziali, la possibilità di utilizzare i benefici fiscali e soprattutto il diritto a usufruire del contributo del datore di lavoro che permette di migliorare la prestazione previdenziale.
2) L'altra opzione è quella di aderire ad un fondo aperto.
3) Un'altra opzione che abbiamo è quella di lasciare le cose come stanno, cioè lasciare il Tfr in azienda.
Il 23 ottobre del 2006 si è giunti ad un accordo tra Governo, Confindustria e Cgil Cisl e Uil in merito al Trattamento di fine rapporto: per tutte le imprese con almeno 50 dipendenti, il TFR maturando sarà integralmente destinato all'INPS, cioè il TFR che matura dal 1 gennaio 2007 e non è affluito alla previdenza integrativa.
Resta confermato che tutti i lavoratori conservano tutti i diritti previsti da leggi e accordi collettivi in materia di rivalutazione, liquidazione e anticipazione del TFR.